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HomePolitica Decreto Ucraina, pressing di Crosetto: “Aiuti civili non bastano. Serve sostegno militare”

Pressing del ministro Crosetto
sull'invio di aiuti militari
con il nuovo decreto Ucraina

Mantovano: "Principalmente aiuti civili"

Meloni: "A Kiev sostegno a 360 gradi"

di Irene Di Castelnuovo19 Dicembre 2025
19 Dicembre 2025
crosetto

Il ministro della Difesa Guido Crosetto | Foto Ansa

ROMA – All’Ucraina non bastano “principalmente aiuti civili”. Su questo si gioca il pressing da parte del ministro della Difesa Guido Crosetto dopo il cambio di rotta del segretario del Consiglio dei ministri Alfredo Mantovano. Una linea che non ha lasciato indifferente parte dell’esecutivo, specie dopo le modifiche proposte dalla Lega al nuovo decreto Ucraina – che continua a prevedere il sostegno allo Stato – pur cercando di mantenere un basso profilo.

Crosetto: “Non bloccare invio di aiuti a chi vuole sopravvivere”

“Ho letto le varie dichiarazioni e sono contento perché vanno nel solco di ciò che abbiamo fatto in questi anni, cioè che i nostri aiuti prioritariamente debbano concentrarsi sulla difesa dei civili dagli attacchi che subiscono ogni giorno. Oltre a tutto ciò che faremo con aiuti umanitari”, ha risposto Crosetto commentando ai cronisti le dichiarazioni di Mantovano. Il ministro della Difesa smorza le tensioni: “Per noi non ci sono problemi” ma ribadisce che “l’importante è non bloccare la possibilità dell’invio di aiuti a chi non vuole vincere una guerra, ma sopravvivere fino a quando terminerà”.

La reazione di Tajani alle parole di Mantovano

La reazione del ministro degli Esteri Antonio Tajani non si distanzia da quella di Crosetto. A margine del summit Partito popolare europeo di Bruxelles il vicepremier ha ribattuto sull’importanza di un sostegno anche militare a Kiev, puntando tutto sulla difesa e ribadendo che “non siamo guerrafondai, non manderemo soldati e non siamo in guerra con la Russia”.

Meloni: “A Kiev sostegno multidimensionale”

Il decreto legislativo dovrebbe approdare al Cdm previsto per il 29 dicembre del 2025, ma potrebbe essere già discusso durante la riunione in programma lunedì 22. La premier Giorgia Meloni in Parlamento per le comunicazioni in vista del Consiglio europeo di giovedì 18 dicembre non si è sbilanciata, parlando di un “sostegno multidimensionale a 360 gradi” senza riferimenti diretti e specifici agli armamenti. Il vicepremier Matteo Salvini puntualizza sulla natura diversa del decreto, che dovrà concentrarsi “sulla difesa dell’Ucraina e non sull’attacco alla Russia”.

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