Eitan, il governo israeliano"Restituire il bambinoalla tutrice in Italia"

Il nonno materno lo ha portato con sé due giorni fa dalla Svizzera a Israele

Israele deve fare tutto ciò che è in suo potere per restituire al più presto Eitan Biran all’Italia. Sono queste le indicazioni contenute nel parere del ministero degli Esteri israeliano, citato dal sito N12. Secondo il governo dello Stato ebraico, le modalità dell’arrivo del bambino, unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone, “rientrano nella definizione di rapimento di bambino, come previsto dalla Convenzione dell’Aia”, ratificata da Israele nel 1991.

Il piccolo, che ha perso entrambi i genitori, il fratello e i bisnonni il 23 maggio scorso, è vittima di un presunto rapimento da parte del nonno materno, Shmuel Peleg, che lo ha portato in Israele con un volo privato proveniente dalla Svizzera. L’avvocato Cristina Pagni, legale di Aya Biran, la zia paterna e tutrice legale di Eitan, si è subito appellata alla convenzione che riguarda gli aspetti civili delle sottrazioni internazionali dei minori perché il bambino possa tornare il più in fretta possibile in Italia. Inoltre, lo stesso Tribunale di Pavia lo scorso 11 agosto aveva ordinato il divieto di espatrio del bambino, che sarebbe potuto avvenire solamente con l’accompagnamento o l’autorizzazione della tutrice legale.

La Procura di Pavia sabato scorso ha invece aperto un’indagine per sequestro di persona aggravato e ha scritto nel registro degli indagati Shmuel Peleg. Il nonno, ex militare israeliano, continua a ripetere di aver agito “solo e soltanto per il bene del piccolo”. I giudici stanno anche cercando di capire se l’uomo sia stato aiutato da altre persone.

Da Israele arrivano intanto alcune notizie sul bambino. Eitan è attualmente sotto osservazione in un ospedale della periferia della capitale Tel Aviv e la famiglia materna fa sapere ai media locali che “il bambino sta ricevendo le migliori cure possibili, sia mediche che psicologiche”. La nonna materna di Eitan, Ety Peleg, stamattina a Radio 103 ha poi spiegato che “il bambino era in pessime condizioni, in Italia ha visto soltanto un medico, ovvero sua zia che si occupa dei carcerati,” – e continua – “Eitan non ha legami con la famiglia di Aya, da ora in poi sarò io a curarmi di lui”.

Antonio Contu

Nasco a Cagliari il 19/09/1996. Ho conseguito la maturità classica nella mia città e successivamente ho preso un volo di sola andata verso Roma per la laurea triennale. Curioso fin da bambino, le mie prime parole sono state "che cos'è?", sono da sempre appassionato al mondo giornalistico, soprattutto quello moderno. Amo scrivere e parlare di calcio. Da novembre 2020 frequento il Master in Giornalismo della Lumsa.