Exit poll elezioni SveziaEstrema destra oltre il 20%Secondo partito del paese

Superata la coalizione di centrosinistra Si attende spoglio dei voti all'estero

L’elezioni svedesi rimangono appese a un filo, l’unica certezza restituita al momento dalle urne è la crescita vertiginosa dell’estrema destra dei Democratici Svedesi. Jimmie Åkesson, leader del partito che attualmente è il secondo del paese, avendo superato anche i Moderati, il cui leader Ulf Kristersson è a capo della coalizione di centrodestra, annuncia che “in questo momento sembra che ci sarà un cambio di potere”.

Il primo ministro socialdemocratico uscente, Magdalena Andersson, ha chiesto pazienza ai suoi sostenitori invitandoli a «lasciare che la democrazia faccia il suo corso». Attualmente il distacco con il centrodestra si è ampliato a 176 seggi contro i 173 del centrosinistra (sono necessari minimo 175 seggi per governare). E mentre mancano da contare le schede di circa mille seggi esteri, la differenza tra le due coalizioni è di appena 50 mila voti.

Per la prima volta nella storia i Democratici svedesi rischiano di ottenere più del 20 per cento dei voti, rivoluzionando le gerarchie di potere nella coalizione che attualmente sembra essere in vantaggio per la vittoria finale. In attesa della conclusione dello spoglio per il seggio più alto del Rosenband, il primo risultato tangibile delle elezioni è il grande exploit del partito ultranazionalista, post-fascista, anti-immigrazione che nel Parlamento Europeo è nello stesso gruppo di Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni.

Niccolò Pescali

Diploma scientifico. Laurea in Sociologia. Mi approccio alla scrittura perché coi numeri ci azzecco poco. Inizio la gavetta dai fangosi campi da calcio delle serie minori bergamasche. Mi sono occupato anche di musica, cultura, politica e basket. Voglio scrivere di un mondo complesso a parole semplici, senza semplificare troppo. Critico. Ma anche leggero. Mi interessano gli esseri umani e (quasi) tutto ciò che fanno. Amo lo sport, per l’energia che emana.