La rivincita della bicicletta nell’era post-lockdown

L’Italia riparte e lo farà (anche) in bicicletta. Con il parziale ritorno alla normalità è necessario ripensare la mobilità urbana. Per garantire il cosiddetto distanziamento sociale, è necessario alleggerire il trasporto pubblico, ma allo stesso tempo non è possibile immaginare di congestionare le strade con le auto. Così molte amministrazioni cittadine stanno pensando a progetti che sviluppino la cosiddetta “micro-mobilità”.

Nella fase 2 dell’emergenza Covid-19 la mobilità è già oggi uno degli aspetti più cruciali da gestire, rivoluzionata da rigide norme di sicurezza non di facile esecuzione, con i  trasporti che potrebbero divenire un potenziale veicolo di diffusione del contagio. Proprio in questo quadro complesso gioca un ruolo centrale la mobilità alternativa, con governo e amministrazioni locali che studiano manovre per favorire gli spostamenti in bicicletta o in monopattino. Bonus per l’acquisto di mezzi alternativi e la realizzazione di nuove piste ciclabili sono alcune delle soluzioni adottate, coerentemente con le linee guida per i trasporti pubblici approvate dal Comitato tecnico-scientifico per l’emergenza Covid, che consiglia di privilegiare “forme alternative di spostamento ove possibile, come camminare o andare in bicicletta”.

Con simili incentivi molte persone potrebbero evitare di spostarsi in macchina e intensificare il traffico nelle grandi città, evitando un potenziale peggioramento dell’emergenza  trasporti nel prossimo futuro con la riapertura di scuole e università in autunno. Anche se “al momento non ci sono collassi dei trasporti pubblici, le risposte sono abbastanza buone con sanificazioni garantite e nuove offerte di trasporto”, dice a Lumsanews Alessandra Bonfanti, responsabile mobilità attiva di Legambiente, notando però che “le città non sono ancora a pieno carico”. Per un sostegno adeguato “servirebbe un aumento di corse e conducenti, che comporta costi enormi”.

I passeggeri in metropolitana a Roma il 4 maggio, inizio della fase 2 con le prime riaperture.

Nuove piste ciclabili e il Bonus bici

Ampliare le piste ciclabili favorendo gli spostamenti alternativi ad automobili e mezzi pubblici potrebbe arginare il problema. Milano prevede la realizzazione di 10 nuove piste ciclabili per un totale di 23 km entro l’estate, a cui se ne aggiungeranno altri 35 entro fine anno.  Roma punta a creare 150 km di percorsi transitori su vie principali e itinerari strategici, con un piano di circa 3 milioni di euro. I primi due stralci, già in lavorazione da giorni, coprono un totale di 24,5 km. Restano dubbi sulle condizioni e la sicurezza delle piste già esistenti (a inizio maggio un uomo in bici è stato travolto e ucciso da un’auto a via Boccea), mentre il finanziamento previsto per il piano non è subito disponibile per intero. Ma i piani sono ben accolti da Alessandro Tursi, presidente di Fiab (Federazione italiana ambiente e bicicletta): “Passi avanti, seppur ancora indietro a realtà come l’Olanda”, dichiara a Lumsanews. Con più piste ciclabili “le città diventano più sicure, vantaggi anche per chi va in macchina con strade più libere: vincono tutti”.

Per favorire i cittadini è stato incluso un Bonus biciclette nel decreto Rilancio elaborato dal governo,pensato per incentivare l’utilizzo di bici o monopattini elettrici per gli spostamenti. Si tratta di un vantaggio che copre fino al 60% della spesa per l’acquisto di veicoli per la micromobilità entro un massimo di 500 euro. Il bonus spetta ai maggiorenni residenti in città metropolitane, capoluoghi di regione o nei comuni con popolazione superiore a 50 mila abitanti. Avrà efficacia retroattiva e potrà beneficiarne chi, avendone i requisiti, abbia fatto acquisti a partire dal 4 maggio e fino al 31 dicembre 2020. Attualmente erogato sotto forma di rimborso, entro 60 giorni dalla pubblicazione del provvedimento in Gazzetta Ufficiale il bonus potrà essere fruito anche attraverso un buono spesa digitale, tramite un’apposita applicazione web. Tursi ha un giudizio positivo sul bonus, aggiungendo che “c’è sempre da fare di più”. Con il bonus e i piani per nuove piste “l’Italia sta recuperando il ritardo di decenni in pochi mesi”.

Gli effetti favorevoli già si intravedono: nel mese di maggio 2020 c’è stato un incremento delle vendite di biciclette pari al 60% rispetto a maggio dello scorso anno. Considerato che una bicicletta elettrica basilare parte da un costo di circa 1000 euro, mentre i monopattini più economici si possono trovato attorno ai 200 euro, i potenziali vantaggi del bonus sono concreti. Ma, sottolinea Bonfanti, “i bonus non devono essere una tantum e non sono la soluzione. È essenziale trasformare le città: se offerta e infrastrutture cambieranno avranno un senso”.

Nel post-Covid “ci aspettiamo che tutte le tipologie di mobilità urbana registrino una flessione”, afferma a Lumsanews Mirko Laurenti, responsabile di Ecosistema Urbano di Legambiente, aggiungendo che “la mobilità ciclabile e le nuove modalità di mobilità leggera dovrebbero registrare un’evidente impennata”. Inoltre, a Roma attualmente circolano il 75-80% delle automobili rispetto a marzo 2020. In tutta Italia a oggi circola il 72% di auto e il 75% di mezzi pesanti rispetto al 2019.

A Milano e Roma sono già in corso i lavori per ampliare le piste ciclabili

La mobilità non più alternativa?

Immaginare se in una città metropolitana la bicicletta può essere reale alternativa è la sfida che la Fase 2 impone. Pur con passi avanti, per Bonfanti “mancano dispositivi per realizzare un’efficace trasformazione urbana”, e in autunno, con la riapertura di ogni attività, “se le città non avranno proposte concrete, l’utenza privata risolverà da sola aumentando l’uso di macchine. Non ce lo possiamo permettere”.

“Ognuno deve fare la propria parte”, conclude Tursi. “Questa sia occasione per imparare la lezione sulla mobilità e farne tesoro per il dopo emergenza. Se torniamo come prima non avremo imparato nulla, una tragedia nella tragedia”.