Germania senza governoI liberali chiudono la portaalla coalizione Giamaica

Oggi la Merkel riferisce a Steinmeier non esclusa ipotesi elezioni anticipate

La Coalizione Giamaica non vedrà la luce. I liberali dell’FDP hanno chiuso la porta in faccia a una possibile formazione di governo con la CDU, partito della cancelliera Merkel, con i bavaresi della CSU e con i verdi. «Meglio non governare, che governare male», ha spiegato ieri notte il leader dei liberali Lindner. Dopo le elezioni del 24 settembre la situazione torna al punto di partenza. Ora la Merkel, che proprio oggi, alle 12, incontrerà il presidente della Repubblica Steinmeier per riferire sullo stato delle cose, dovrà decidere come procedere per dare un governo al Paese.

Possibili scenari. L’abbandono dei liberali potrebbe aprire a una crisi senza precedenti nella storia della Germania. La stampa tedesca si è già interrogata su quali potranno essere i possibili scenari. Non si esclude il ritorno della Grosse Koalition, la grande coalizione tra il partito della Merkel – CDU insieme ai cugini bavaresi della CSU – e i socialdemocratici della Spd. Una soluzione che, tuttavia, era stato già rifiutata dal partito di sinistra all’indomani del voto di settembre.

I numeri per governare ci sarebbero, ma resta il problema politico. E i rappresentanti del Spd lo hanno più volte ribadito in questi giorni. Anche se, secondo il settimanale Spiegel, l’ improvviso rinvio della conferenza stampa di oggi di Martin Schulz potrebbe far pensare a una timida apertura.

Una seconda opzione potrebbe essere un governo di minoranza, che costituirebbe una novità assoluta per il Paese. L’alleanza andrebbe costruita tra CDU/CSU e FPD, anche se mancherebbero comunque 29 seggi alla maggioranza. Situazione ancora più complicata nel caso di un patto con i verdi. Con questo scenario si perderebbero ben 42 seggi.

Terza e ultima possibilità potrebbe essere il voto anticipato. Qualora tutte le trattative fallissero, il presidente del Bundestag potrà sciogliere entrambe le camere e indire entro 60 giorni le elezioni. Una misura che però non convince lo stesso Steinmeier.

Valerio Toma

Nato a Cagliari nel 1992, dopo la maturità scientifica frequenta il corso di laurea in Lingue e Comunicazione alla Facoltà di Cagliari. Completa il percorso accademico con 110 e lode presentando la tesi “Tanti anchor, altrettanti linguaggi’’: uno studio sui modelli di conduzione dei notiziari italiani. Parla fluentemente l’inglese e il tedesco.