Meloni andrà negli Usaper incontrare The DonaldÈ sfida con Salvini

La leader di Fdi attesa a Washington "Premiership? Non mi tiro indietro"

Giorgia Meloni sbarca in America, pronta a ricevere l’investitura di riferimento italiano dei repubblicani. Prosegue l’ascesa della leader di Fratelli d’Italia, fresca di incoronazione del Times – che l’ha inserita, unica italiana, tra i 20 personaggi capaci di cambiare il mondo nel 2020 – e dei buoni risultati del suo partito in Emilia Romagna e Calabria.

Meloni la prossima settimana sarà a Washington, per partecipare al National Prayer Breakfast, evento politico e culturale previsto per il 5 e 6 febbraio. Previsto l’intervento di Donald Trump giorno 6 alle 7 del mattino. L’orario insolito è motivato dal particolare stile dell’evento: dibattiti, relazioni e preghiere fin dal mattino, in una cornice cattolica e di orientamento conservatore. Così la deputata romana avrà l’occasione di accreditarsi con numerosi politici, intellettuali ed economisti repubblicani. Mentre Matteo Salvini, altra figura forte della destra italiana, resterà in Italia, perché non invitato alla kermesse.

D’altronde pare che la leader di Fratelli d’Italia abbia surclassato Salvini nel gradimento suscitato oltreoceano, complice il Russiagate. Infatti nella sua agenda c’è anche la partecipazione al Cpac 2020, il Conservative Political Action Conference, in programma dal 26 al 29 febbraio. Un’altra occasione per stringere rapporti con i repubblicani americani e accreditarsi come riferimento dei conservatori in Italia.

Per Meloni il rafforzamento della rete dei rapporti internazionali, contesto nel quale si inquadra anche il National Conservatism da lei organizzato a Roma per i prossimi 3 e 4 febbraio, alla presenza di Viktor Orban e altri leader europei, va di pari passo con l’avanzata in patria.

Solo pochi giorni fa, alla luce dei lusinghieri risultati ottenuti da Fratelli d’Italia in Emilia Romagna e in Calabria, rispettivamente l’8,6% e il 10,8%, la politica romana ha dichiarato: “Siamo gli unici vincitori di queste elezioni”. E all’ipotesi di candidatura alla premiership non si è tirata indietro: “Sono pronta a misurarmi”. Dando vita un duello a destra con Matteo Salvini che passa anche per l’America e le preghiere mattutine.

Giulio Seminara

Nato a Catania il 6 dicembre del 1991. Diplomato al liceo classico e laureato in Lettere Moderne con una tesi su Pier Vittorio Tondelli. Ha lavorato a LA7 come programmista e scritto per diversi quotidiani. Appassionato di cinema, politica e calcio. Gioca a ping pong, ascolta i cantautori e i Placebo.