Papa Giovanni Paolo IIQuindici anni dopo intattoil suo messaggio di pace

Lo storico Melloni a LumsaNews "Ha avuto anche un ruolo politico"

“Ringrazio tutti. A tutti chiedo perdono”. Con queste parole, 15 anni fa, San Giovanni Paolo II si congedava dal mondo. Il Papa umanissimo ha lasciato un ricordo indelebile nella Storia grazie alla sua immensa misericordia e alla capacità di fare più “mea culpa” per i tanti, troppi, peccati commessi dalla Chiesa cattolica nel corso dei secoli.

Karol Wojtyla, durante i 27 anni del suo lungo pontificato, ha saputo interpretare al meglio il ruolo di guida spirituale nel passaggio tra il secondo e il terzo millennio cristiano, stringendo tra le mani il messaggio di pace rivolto all’umanità intera. L’avvento di Wojtyla sul trono di Pietro, il 16 ottobre 1978, del Papa che arrivava dall’altra parte della cortina di ferro, ha rappresentato una vera e propria rivoluzione. Non solo per la Chiesa cattolica che dopo 455 anni ha avuto un vescovo di Roma non italiano, ma per il mondo intero.

Il Papa polacco si è insediato a San Pietro il 22 ottobre 1978, succedendo all’ultimo Pontefice di nazionalità italiana, Giovanni Paolo I.  “La scelta di affidare San Pietro a uno straniero – afferma a Lumsa News lo storico Alberto Melloni – è stata condizionata dalla conflittualità interna ai collegi italiani. Arriva in un momento decisivo e, pur non attenendosi alle richieste del concilio che richiedeva maggiore fedeltà alle tematiche proprie del Vaticano II, ha saputo dare un contributo rivoluzionario”.

Il vigore religioso di Giovanni Paolo II ha dato un maggiore impulso ai temi cari al Concilio, avviando la stagione del dialogo interreligioso: quando il Papa si è recato in Terra Santa nel marzo del 2000 ha segnato positivamente il rapporto con l’ebraismo.

Ma il contributo di Wojtyla si riconosce nella vicinanza con i giovani. La Giornata mondiale della gioventù del 2000, voluta dal Santo Padre in concomitanza con il Grande Giubileo, ha radunato a Roma migliaia di ragazzi provenienti da tutto il mondo per riflettere sul nuovo cammino che l’umanità avrebbe dovuto percorrere.

Lo sguardo del Papa polacco, che andava oltre la violenza, la mafia e il terrorismo, guardava alla solidarietà umana e alla fratellanza verso gli analfabeti, gli affamati e gli ammalati.

“Il lungo pontificato di Giovanni Paolo II è stato caratterizzato da una serie di contraddizioni, poi apparse anche con i suoi successori”, spiega Melloni. “La crisi della pedofilia clericale – aggiunge lo storico – testimonia come il governo vaticano non abbia valutato una decisione e una disciplina che potesse aiutare le famiglie sconvolte da questa tragedia”.

Ma il male per Giovanni Paolo II rappresentava l’orrore del nazismo e del comunismo. Il suo ruolo è stato anche politico, spiega Melloni, determinante per la fine “senza spargimenti di sangue” dell’impero sovietico o per l’unione religiosa e umana dopo l’attentato dell’11 settembre.

Beatificato il 1° maggio 2011 dal suo successore Papa Benedetto XVI, Wojtyla sarà ricordato il prossimo 18 maggio, centenario della sua nascita. In un mondo paralizzato dal terrore e dalla paura, il messaggio di pace e misericordia che Papa Giovanni II che ha lasciato al mondo sarà valido per le tante generazioni future.

Serena Console

Laureata in lingua e cultura orientale (cinese e giapponese) e in Professioni dell'editoria e giornalismo, ha conseguito il tesserino da Pubblicista nel 2017. Attualmente collabora con Radio Bullets, dove si occupa di approfondimenti sulla cultura e società cinese; nel weekend cura il Notiziario Orientale con tutte le notizie dall'Estremo Oriente.