HONG KONG – Jimmy Lai, l’industriale di Hong Kong e uno dei più espliciti oppositori della Cina, è stato condannato a venti anni. L’ex magnate dei media pro-democrazia è stato dichiarato colpevole di sedizione e collusione nel processo sulla violazione della sicurezza nazionale. La corte di West Kowloon ha evitato l’ergastolo, la massima pena possibile, ma il figlio dell’ex magnate sottolinea che “vista l’età, si tratta di una condanna a vita”:
La condanna
Lai è un imprenditore, editore e attivista hongkonghese. Dopo la catena d’abbigliamento Giordano e la holding Next Digital, Lai ha fondato il giornale Apple Daily, costretto a chiudere nel 2021. La polizia lo ha arrestato il 10 agosto 2020 con l’accusa di aver violato la nuova legge sulla sicurezza nazionale del territorio. Secondo il tribunale di Hong Kong, Lai sarebbe la mente delle manifestazioni antigovernative che hanno travolto l’ex colonia britannica nel 2019, cospirando con governi stranieri per colpire Cina e Hong Kong con sanzioni.
La pena a carico di Lai è maturata a conclusione di un processo durato oltre due anni. La condanna a venti anni è una pena durissima, considerando l’età di Lai – 78enne – e delle precarie condizioni di salute. L’ex magnate ha negato le accuse nel corso del procedimento, sostenendo di essere un prigioniero politico.
Le critiche
Il capo dell’esecutivo di Hong Kong, John Lee, ha giudicato “profondamente soddisfacente” la condanna. La Cina ha dichiarato che i venti anni di carcere sono “legittimi” e “ragionevoli”. Il portavoce del ministero degli Esteri Lin Jian, in una conferenza stampa, ha aggiunto che “non c’è spazio per discussioni” sulla pena. Mentre l’Unione Europea ha dichiarato di “deplorare” la condanna inflitta a Lai. In una dichiarazione la portavoce degli affari esteri dell’Ue Anitta Hipper ha sottolineato che l’Ue chiede il “rilascio immediato e incondizionato” dell’ex magnate. La condanna, come denunciato dall’organizzazione Reporters sans frontières (Rsf), dimostra “il crollo totale della libertà di stampa” a Hong Kong. L’Unione “invita le autorità di Hong Kong a smettere di perseguire i giornalisti, ripristinando la fiducia nella stampa libera”.
La ministra degli esteri britannica Yvette Cooper ha promesso di riprendere rapidamente i contatti con Pechino.
In un’intervista alla Bbc, Sebastien Lai, figlio di Jimmy, ha sottolineato che “le condizioni di salute e i problemi cardiaci” del padre, la sua età avanzata rendono la sentenza “una condanna a vita”.


