I mille volti di MarencoIl ricordo dell'amico Arbore"Un intellettuale finissimo"

Dalla laurea in architettura alla tv Questa sera il ricordo dopo il Tg2

Per Alto gradimento è stato il colonnello Buttiglione, comandante della stazione di Zanzibar. Ma anche il professor Aristogitone o Raimundo Navarro, l’astronauta spagnolo dimenticato nello spazio a bordo della Paloma Segunda. O la Sgarrambona, sgraziata ragazza in età da marito con voce baritonale, o il surreale poeta Marius Marencus. Fino a vestire i panni di Mister Ramengo per le improbabili telecronache dell’Altra domenica e di Riccardino, il bambino goffo e cresciutello con la cartella e il grembiule a quadretti di Indietro tutta.

Mario Marenco è morto ieri al Policlinico Gemelli di Roma, aveva 85 anni e da tempo era ricoverato per complicazioni legate al suo stato di salute. Indimenticato interprete di strampalati personaggi della radio e della tv degli anni ’70 e ’80, quella di Renzo Arbore. Nato a Foggia il 9 settembre 1933, si era laureato in architettura a Napoli nel 1957 e, dopo borse di ricerca a Stoccolma e Chicago, aveva aperto a Roma un suo atelier di architettura e design.

Il debutto in tv nel 1972, con Cochi e Renato e Enzo Jannacci nel programma Il buono e il cattivo. Ma a consacrare la sua comicità surreale e un po’ folle era stata la radio, nel 1970, con Alto gradimento, condotto da Arbore e Boncompagni. Sempre Arbore lo volle, nel 1976, all’Altra domenica, archetipo dell’intrattenimento domenicale all’insegna di creatività, ironia e mix di generi.

Era “un intellettuale finissimo che non faceva mercanzia della sua intelligenza. Non gli importava vendersi e nemmeno il successo; voleva divertirsi”. Lo ricorda così il suo grande amico Renzo Arbore, intervistato dal Corriere della Sera. “Un genio assoluto” che negli ultimi tempi, nonostante la malattia, non aveva mai perso il sorriso. Stasera Arbore sarà in collegamento da Napoli per uno speciale che andrà in onda dopo il Tg2, per ricordare ancora una volta i mille volti di Marenco.

Tommaso Coluzzi

Tommaso Coluzzi è nato e cresciuto a Roma, ha ventiquattro anni, un sacco di macchinette fotografiche ed una laurea in Comunicazione. Ama scrivere di tutto e si interessa, in ordine sparso, di dinamiche culturali internazionali, cinema, musica e tutto ciò che è catalogabile in ambito artistico