Il direttore del Mes Regling"Con il Meccanismo l'Italiarisparmia fino a 7 miliardi"

"La linea di credito dovrà essere spesa per finanziare il settore sanitario"

Il Meccanismo europeo di stabilità è vantaggioso. Questa è l’opinione del direttore generale del Mes, Klaus Regling, che spiega perché bisognerebbe approfittare dei “soldi sicuri” di questa nuova linea di credito per affrontare l’emergenza coronavirus. L’Italia, dichiara in un’intervista rilasciata a Ansa, Dpa, Efe, Ano e Afp, può risparmiare fino a 7 miliardi di euro in dieci anni grazie a questo strumento che prevede come unica condizionalità quella di utilizzare i finanziamenti nel settore sanitario. Soldi da spendere per la costruzione di nuovi ospedali, per la manutenzione di quelli esistenti, per i medici, gli infermieri e tutti i costi sanitari in generale.

Ma cosa prevede il Mes? “Tutti i Paesi possono ricevere il 2% del proprio Pil” spiega Regling.
“Se si fa il calcolo per l’Italia sarebbero 7 miliardi perché i tassi d’interesse sono più alti”. I fondi, per il direttore generale, “sono in un certo senso anche ‘soldi sicuri’, perché non scapperemo nella prossima crisi”, a differenza di quanto potrebbero fare altri investitori. Quindi il nuovo strumento “è affidabile ed economico. Questi sono i vantaggi. Ma ogni Governo deve decidere da solo se vuole fare richiesta oppure no”.

Regling pensa che chiedere il prestito Mes manderebbe un messaggio positivo ai mercati. “Sanno che si tratta di denaro vantaggioso e il Paese che deve finanziare il proprio deficit ha più vantaggi a chiedere al Mes piuttosto che fare tutto da solo sui mercati, perché il tasso di interesse è più basso”.

Sulla questione del controllo, il direttore evidenzia che “la Commissione ha detto molto chiaramente in una lettera firmata dal commissario Paolo Gentiloni che non ci sarà un monitoraggio speciale o missioni aggiuntivi”. La nuova linea dedicata alla pandemia vale 240 miliardi di euro, ma l’aspettativa, aggiunge, è che ne venga utilizzato un terzo, cioè circa 80 miliardi.

Camilla Canale

Cresciuta tra Roma e Milano ma adottata dal Kenya. Ha studiato Filosofia e Scienze Politiche e si è appassionata ad entrambe. Ricercatrice, surfista, videomaker e umorista di professione. La sua ambizione è di rendere la cultura accessibile universalmente. L’informazione e la verità sono i suoi strumenti.