ROMA – Cresce il gioco d’azzardo in Europa e diventa ufficialmente parte del calcolo dell’inflazione. Dal 4 febbraio 2026 Eurostat inizierà infatti a includere le spese per giochi d’azzardo, scommesse e lotterie nell’Indice dei prezzi al consumo armonizzato (Ipca), l’indicatore utilizzato per misurare e confrontare l’inflazione nei Paesi dell’Unione europea. Le puntate, che incidono mediamente dallo 0,2% fino al 3,5% sul carrello dei consumi delle famiglie Ue, saranno inserite tra i servizi ricreativi, nella divisione “Ricreazione, sport e cultura”. Fino a oggi questa voce non era conteggiata, perché ogni Stato la misurava in modo diverso.
Il bisogno nasce dalla quota significativa investita dai nuclei familiari. Solo in Italia nel 2024 la spesa per il gioco legale ha raggiunto 157,4 miliardi di euro, con un aumento del 42% rispetto al 2019, diventando un dato ormai strutturale, considerato troppo rilevante per continuare a restare fuori dalle statistiche ufficiali sull’inflazione. Il vero motore di questo fenomeno è il gioco online, aumentato del 153% in soli 5 anni.


