NEW YORK – Uno dei capolavori di Caravaggio, nome d’arte di Michelangelo Merisi, vola dalla Galleria Borghese di Roma a New York per la prima volta in 40 anni. È Il fanciullo con canestro di frutta, l’iconico dipinto del pittore rinascimentale che da oggi 16 gennaio è al centro di una mostra alla JP Morgan Library & Museum, organizzata con l’appoggio della Fondazione per l’arte e la cultura italiana. La sua ultima esposizione nella Grande Mela risale al 1988 per una mostra al Metropolitan Museum of Art. Realizzato intorno al 1595, il quadro resterà esposto fino al prossimo 19 aprile. Per il curatore della mostra John Marciari, è il primo capolavoro di Caravaggio. Il fanciullo con canestro di frutta “segna una svolta nella pittura italiana. Non è un ritratto, né un’allegoria. Vedere questo dipinto nel suo contesto significa comprendere la rivoluzione che rappresenta”.
Le parole del direttore della Morgan Library Colin Bailey
Il prestito della Galleria Borghese è affiancato da opere che esplorano il naturalismo lombardo e l’eredità artistica di Caravaggio, durante il suo apprendistato a Milano. Il risultato è una galleria di 13 quadri. “JP Morgan amava l’Italia e la storia dell’arte italiana”, ha sottolineato il direttore del museo Colin Bailey. Poi, ha aggiunto: “Caravaggio cattura l’immaginazione in un modo che quasi nessun altro artista riesce a fare. Siamo fortunati di poter portare questo capolavoro dalla Galleria Borghese per condividerlo con i visitatori di New York per la prima volta nel XXI secolo”.
Gli altri quadri esposti alla mostra
Tra gli altri quadri della mostra, La ragazza con le ciliegie datato 1495 e attribuito al leonardesco Marco d’Oggiono, allievo di Leonardo Da Vinci. Ma anche Il ragazzo che beve del 1583 – realizzato dal pittore Annibale Carracci e proveniente da una collezione privata – e Le quattro stagioni in una testa di Giuseppe Arcimboldo dalla National Gallery di Washington. La mostra, poi, si chiude con un ritratto del cardinale e nipote di Papa Paolo V Scipione Borghese di Gian Lorenzo Bernini.


