Il Milan ammaina le bandiereBoban e Maldini ai salutiRangnick l'erede di Pioli

Il fondo Elliott dà fiducia a Gazidis i dirigenti a colloquio con la squadra

Il Milan sembra destinato a cambiare ancora. Sono ormai destinati all’addio Zvonimir Boban e Paolo Maldini, che attualmente ricoprono rispettivamente i ruoli di Chief football office e direttore tecnico. I due ex giocatori, colonne portanti del Milan tra gli anni ’80 e 2000, da un biennio parte integrante della dirigenza, sono sul piede di guerra per la scelta di Ivan Gazidis, l’amministratore delegato della società, di portare sulla panchina rossonera Ralf Ragnick.

L’ex allenatore del Lipsia dovrebbe sostituire dalla prossima stagione Stefano Pioli dopo i deludenti risultati di quest’anno. Il Milan si trova infatti al settimo posto in classifica, con 36 punti all’attivo, nove in meno dell’anno scorso.

Secondo i piani del Fondo Elliott e del suo proprietario, il finanziere newyorchese Paul Elliott Singer, a Rangnick dovrebbe essere affidato un ruolo simile a quello di un manager all’inglese. Potrà così supervisionare l’area tecnica, andando così di fatto a derubricare l’attuale carica in società di Boban e Maldini.

Ecco perché il divorzio, dato quasi per certo dalla Gazzetta dello Sport, ma che sarà ufficializzato soltanto dopo la sfida di domani sera in Coppa Italia con la Juve, dovrebbe portare alla rescissione del contratto dei due dirigenti ben prima del termine naturale previsto, ovvero il 2021.

La situazione era già nota da sabato scorso con l’intervista rilasciata dall’ex centrocampista croato alla Gazzetta. Boban ha apertamente parlato di “scorrettezza della società” sull’ingresso di Rangnick. Il dirigente, insieme a Maldini, in mattinata si è recato a Milanello per incontrare i giocatori del Milan e spiegare loro tutta la situazione che si è venuta a creare nelle ultime ore con Gazidis. I tempi e i modi della separazione sono però ancora da definire.

Si scrive comunque un nuovo capitolo della storia travagliata delle vecchie bandiere, che entrate nelle rispettive società dopo il ritiro sono arrivate quasi subito ai ferri corti. Era toccato a Francesco Totti nella Roma, finito in aperto contrasto con la gestione del presidente James Pallotta. Adesso è il turno di Boban e Maldini.

Matteo Petri

Giovane studente appassionato di giornalismo, filosofia e musica. Nato nella provincia toscana di Lucca nel 1995, diplomato allo scientifico e laureato in filosofia a Pisa nel 2017. Compulsivamente curioso di natura, assillatore di domande professionista. Vespista, nonché bassista nel tempo libero.