Il lungo saluto a Maradonail mondo piange il suo D10Stutti i grandi lo omaggiano

Messi: "Diego non se va, lui è eterno" Cristiano Ronaldo: "Un mago senza pari"

Se Maradona fosse meglio di Pelè forse non lo sapremo mai. Di sicuro era un grande. Geniale, immenso, perfetto, il “D10OS” del calcio che oggi tutto il mondo piange.

Diego Armando Maradona si è spento ieri, all’età di 60 anni, nella sua abitazione di Tigre, nel quartiere San Andrès, a quaranta chilometri da Buenos Aires, nella sua Argentina. Un’insufficienza cardiaca, provocata da un edema polmonare acuto, sarebbe la causa della morte. Una morte che ha strappato al mondo intero uno dei suoi più grandi campioni.

Piange l’Argentina, sua terra madre, che nel silenzio attonito delle strade, annuncia tre giorni di lutto nazionale a partire da oggi, mentre i tifosi si accodano ordinatamente in fila fuori dalla camera ardente.

Piange la serie A italiana, che onorerà il campione con un minuto di silenzio prima delle sue partite ed è affranta, soprattutto Napoli, la città che più di qualunque altra ha saputo amarlo e apprezzarlo e che ieri, appresa la sua scomparsa, stentava a crederci. Napoli, piena d’amore, non è rimasta indifferente al dolore e, poco dopo le 18, ha voluto omaggiare il suo eroe con una veglia silenziosa fuori lo stadio San Paolo e nei Quartieri Spagnoli, che sono proseguite anche questa mattina.

“Per sempre. Ciao Diego” è l’omaggio della squadra del Napoli. “Ti ameremo per sempre” il pensiero di Lorenzo Insigne; “Diego non se ne va, perché lui è eterno” il ricordo del fuoriclasse del Barcellona Lionel Messi. “Addio ad un amico, un mago senza pari”, la riflessione di Cristiano Ronaldo, e soprattutto “Ho perso un grande amico. Spero che un giorno potremo giocare a palla insieme nel cielo” la commozione di Pelè, suo storico “rivale” alla corsa al simbolico titolo di più forte di sempre.

Tutto il mondo è sotto choc dunque, da chi lo amava di più a chi lo amava di meno, perché al di là della sua vita travagliata, fatta spesso di vizi, eccessi e pericoli, Maradona è stato un campione, colui in grado di trasformare il calcio, il più grande numero dieci che ha saputo sdoganare l’idea di un calcio d’élite, divenendo così un eroe popolare.