Ilva, riprese le trattativeBanche al tavolo del governoOggi decisione Altoforno 2

Attesa per la decisione del Riesame Sullo spegnimento di parte dell'impianto

Ripartono le trattative per costruire il nuovo piano sull’Ilva tra il governo, l’amministrazione straordinaria e ArcelorMittal. Sul tavolo le trattative, impostate prima di Natale. L’esecutivo dovrebbe convocare Intesa Sanpaolo, Unicredit, Banco Bpm, Cdp e il Tesoro come creditori in prededuzione. Le parti sono chiamate a trasformare i crediti in Capitale della Newco.

Nei prossimi giorni il Ministero dell’Economia dovrebbe indicare come suo consulente Enrico Laghi, commissario del gruppo dell’acciaieria da gennaio 2015 ad aprile 2019 ed ex commissario di Alitalia. Il suo compito sarà quello di gestire il negoziato con i creditori in prededuzione, cioè i creditori che devono essere rimborsati prioritariamente rispetto agli altri. Il Mise si avvale anche di Francesco Caio come consulente per gli aspetti industriali de progetto.

Dopo la tregua sancita dal tribunale di Milano il 21 dicembre scorso contro il recesso di Alcelor, i giudici hanno dato tempo fino al 31 gennaio per confezionare un nuovo piano. In Am InvestCo, AlcelorMittal dovrà avere il 60%, mentre il 40% spetterebbe banche e a Cassa depositi e prestiti. Lo Stato dovrebbe schierare Invitalia, l’Agenzia dello sviluppo d’impresa, che può entrare anche in aziende non in equilibrio.

È attesa la sentenza che riguarda il destino dell’Altoforno 2, prevista nelle prossime ore. Il Tribunale del Riesame deciderà se accogliere il ricorso dei commissari di Ilva in amministrazione straordinaria contro il provvedimento del giudice Francesco Maccagnano sullo spegnimento dell’Afo2. Se si procederà definitivamente all’interruzione, l’acciaieria di Taranto rimarrà con soli altri due altoforni in marcia, con una produzione ridotta (al massimo 3,8 milioni di tonnellate all’anno) e un taglio di organico.

Proprio alcuni operai hanno bloccato l’accesso al varco mezzi pesanti della raffineria Eni di Taranto per protestare contro il mancato rifinanziamento dell’integrazione salariale per i cassaintegrati. Il deputato pentastellato Giovanni Vianello ha commentato: “Se il governo non provvederà allo stanziamento, proporrò emendamento in fase di conversione dei decreti. Non lasceremo soli i lavoratori”.

Camilla Canale

Cresciuta tra Roma e Milano ma adottata dal Kenya. Ha studiato Filosofia e Scienze Politiche e si è appassionata ad entrambe. Ricercatrice, surfista, videomaker e umorista di professione. La sua ambizione è di rendere la cultura accessibile universalmente. L’informazione e la verità sono i suoi strumenti.