Iran, arrestata una 25enne per aver assistito a una partita di pallavolo maschile

xghoncheh-ghavami-140914091418_big.jpg.pagespeed.ic.9vUopFMls2Sta facendo il giro del mondo la notizia dell’arresto a Teheran, in Iran, di Ghoncheh Ghavami, ragazza di 25 anni anglo iraniana che dopo aver partecipato a una partita di pallavolo maschile insieme ad altre sue compagne, è stata fermata e portata in caserma da alcuni uomini della polizia locale, fuori dal palazzetto dello sport della capitale iraniana. La venticinquenne dalla doppia cittadinanza, inglese e iraniana, è stata bloccata, 41 giorni fa, fuori dal tempio dei campioni d’Asia di pallavolo a Teheran, mentre con altre attiviste stava protestando durante la partita Italia-Iran, contro il divieto vigente alle donne di assistere ai Mondiali di pallavolo. È infatti noto che la legge islamica vieta la riunione in luoghi pubblici per eventi o manifestazioni, di uomini e donne, al fine di evitare situazioni di “promiscuità”.
Rilasciata nel giro di poche ore, circa 10 giorni dopo la ragazza è stata riportata in carcere da agenti in borghese che l’hanno prelevata dalla sua abitazione, sequestrandole anche una serie di effetti personali fra cui un computer.
Ghoncheh è tutt’ora tenuta in isolamento nel famigerato carcere di Evin, senza aver potuto mettersi in contatto con un legale che la rappresenti nella vicenda. La famiglia della ragazza che in un primo momento non aveva diffuso il fatto sperando in una rapida risoluzione del problema, ha richiesto l’aiuto di Amnesty International. La sorella di Ghoncheh, ha poi lanciato una campagna sui social network. «Aiutatemi a riportare a casa mia sorella», è la sua richiesta disperata. La madre e la zia hanno potuto incontrarla brevemente soltanto una volta, ma nessuno ha capito esattamente il reato che le viene imputato, perché nessuna accusa formale è stata fatta da parte delle autorità iraniane.
La ragazza, che si trovava in Iran da due mesi per insegnare a leggere ai bambini di strada, pensava che le donne potessero entrare liberamente allo stadio per le partite di volley: il Paese aderisce alla Federazione internazionale e sui giornali si diceva per volere del presidente le donne erano ammesse.
In attesa di ulteriori sviluppi, per chi fosse interessato, è possibile firmare una petizione dal nome “Bring my sister home #FreeGhonchehGhavami” sul sito di Change.org, all’indirizzo http://goo.gl/Iqu3gG .

Elisa Mariella

Romana d’adozione, nasce a Foggia il 16/2/1989. Laureata in Lettere col massimo dei voti e la lode si è poi trasferita nella Capitale per frequentare un corso Magistrale in Scienze della Comunicazione, dell’Informazione e dell’Editoria terminato presso l’Università di Tor Vergata. Ha collaborato con l’emittente radiofonica RDS dove ha avuto modo di conoscere meglio i meccanismi della radio e poi con alcuni giornali online romani occupandosi di cronaca ed attualità