NEWS ANSA

Sito aggiornato alle 13:06 del 14 gennaio 2026

HomeEsteri Teheran: “Se attaccati colpiremo basi Usa”. Trump: “Aiuto in arrivo”

Teheran risponde agli Usa
"Se ci attaccano reagiremo"
Trump: "Aiuti in arrivo"

Evacuata la base statunitense in Qatar

Il Parlamento Ue: "Condanna al regime"

di Greta Giglio14 Gennaio 2026
14 Gennaio 2026
Iran

Un cartellone pubblicitario con la scritta “L'Iran è la nostra patria” in piazza Enqelab a Teheran, Iran, 13 gennaio 2026 | Foto Ansa/Abedin Taherkenareh

TEHERAN – Mentre si cerca ancora di contare i morti delle proteste nelle strade iraniane, il regime si mobilita sulla scena internazionale. Teheran avverte che tutte le basi statunitensi dell’area saranno colpite in caso di attacco da parte degli Usa, accusati di cercare un pretesto per intervenire militarmente. Trump intanto ribadisce il sostegno ai manifestanti, annunciando aiuti in arrivo.

La minaccia di Teheran e l’accusa agli Usa: “Una scusa per attaccarci”

Arriva da Reuters la notizia secondo cui Teheran ha avvisato i Paesi della regione – tra cui Arabia Saudita, Emirati e Turchia – di possibili attacchi alle basi Usa presenti sul loro territorio nel caso in cui l’Iran venisse colpito militarmente da Washington. La delegazione iraniana presso l’Onu ha già formulato, tramite un post sul social X, un’accusa diretta agli Stati Uniti: “Sanzioni, minacce, disordini orchestrati e caos sono un pretesto per un intervento militare” per realizzare un cambio di regime. Una lettera dell’ambasciatore Amir Saeid Iravani al segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres inserisce Israele nelle accuse, che comprendono anche la responsabilità nella morte dei civili innocenti. 

Trump: “Aiuti in arrivo”. Il personale di una base aerea lascia il Qatar

La strada intrapresa dal regime sembra essere una reazione alle parole che il presidente degli Stati Uniti. Donald Trump ha incitato la popolazione iraniana: “Prendete il controllo delle istituzioni e segnate i nomi di chi uccide e abusa, pagheranno un prezzo alto”. Trump annuncia che ci sarebbero degli aiuti in arrivo, pur non essendo chiaro in che forma. L’unica decisione presa finora sembra essere la richiesta al personale della base aerea di al Udeid in Qatar di lasciare il Paese. Il sito ospita 10.000 soldati ed è la più grande base statunitense del Medio Oriente.

L’ira di Mosca e l’opposizione della Cina

Fanno sentire la propria voce gli alleati del regime iraniano, con la dura reazione della Russia. “Le minacce di Washington di lanciare nuovi attacchi militari contro l’Iran – dichiara la portavoce del ministero degli Esteri Maria Zakharova – sono categoricamente inaccettabili”. La Russia annuncia anche “conseguenze disastrose” di eventuali attacchi all’Iran “per la situazione in Medio Oriente e per la sicurezza globale”. La Cina si dice contraria all’uso della forza nelle relazioni internazionali, opponendosi a interventi esterni negli affari di un Paese. 

Il Parlamento europeo: interveniamo prima di Trump

L’Europa riceve l’invito della presidente del Parlamento Roberta Metsola, che in un’intervista a Europe Today chiede di non aspettare l’intervento di Trump per agire con sanzioni all’Iran. Tra le sue proposte quella di inserire le Guardie della rivoluzione islamica alla lista dell’Ue delle organizzazioni terroristiche. Metsola condanna duramente il regime iraniano: “Siamo inorriditi da ciò che sta accadendo e non possiamo restare inerti quando vediamo violenza, repressione e abuso contro quelle che riteniamo essere le libertà fondamentali”. 

Tajani convoca una riunione operativa

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani intanto annuncia un incontro per discutere della sicurezza degli italiani che si trovano in Iran: “Ho convocato una riunione operativa per valutare la situazione e discutere di come garantire la sicurezza dei nostri connazionali che vivono a Teheran e nelle altre città dell’Iran”.

Ti potrebbe interessare