epa06228172 French President Emmanuel Macron delivers a speech on the European Union at the amphitheater of the Sorbonne University in Paris, France, 26 September 2017. French President Emmanuel Macron will set out his vision for a rebooted European Union. EPA/LUDOVIC MARIN / POOL MAXPPP OUT

Trattato del QuirinaleIniziano i primi lavori ma resta l’incognita voto

Intanto Di Maio dichiara a Le Monde “Siamo un Movimento pro-Europa”

“Il 4 marzo è un giorno fatidico per l’Europa” scrive Sylvie Kauffmann su Le Monde a meno di un mese dalle elezioni italiane. Pochi giorni fa il Presidente della repubblica francese Emmanuel Macron aveva detto in un incontro ai giornalisti “che vinca l’Europa, in Germania come in Italia”. Insomma le elezioni politiche del 4 marzo non avranno ripercussioni solo dentro i confini nazionali, ma saranno cruciali per tutta l’Unione che, in epoca di crisi, deve conservare la sua integrità. Più che uniti nella diversità, come recita il motto europeo, il messaggio che traspare è quello di restare uniti nelle difficoltà.

L’obiettivo di Macron è proprio quello di superare le divisioni all’europarlamento e dar vita ad un progetto di Europa politica transazionale. L’idea di un “En Marche” europeo troverebbe terreno sempre più fertile, visto che dopo la Brexit e la questione catalana l’euroscetticismo convince sempre di meno, al punto che anche i movimenti populisti fanno marcia indietro. “Ha meriti immensi” dichiara il leader del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, in riferimento al presidente francese.  “Vogliamo rimanere nell’Ue”, aggiunge nel corso di una lunga intervista sempre su Le Monde, precisando che “il Movimento è pro-europeo” e il referendum sull’euro “non è più di attualità”.

Dopo l’intesa con il presidente del consiglio Paolo Gentiloni alla proposta di firmare un Trattato del Quirinale fra Francia ed Italia entro il 2018, il futuro delle relazioni fra i due Paesi sarà però dettato dall’esito delle urne dopo il 4 marzo. La differenza è che se prima solo il segretario del Pd Matteo Renzi sembrava elogiare l’operato francese, adesso anche altre forze politiche dal M5S a + Europa di Emma Bonino cercano di corteggiarlo. Solo Matteo Salvini della Lega resta reticente: “Macron si preoccupi della Francia. Gli italiani sono abbastanza maturi ed adulti per scegliere da soli che governo darsi”. Diametralmente opposta la reazione di Renzi che commenta la leadership europea del presidente come “una benedizione per l’Europa”.

Intanto domani è attesa a Roma il ministro francese per gli Affari europei, Nathalie Loiseau, per iniziare i lavori sul trattato insieme all’omologo italiano Sandro Gozi. Questo sarà il primo incontro dopo l’11 gennaio, quando venne annunciato il Trattato proprio a Roma. L’obiettivo di quella che si potrebbe definire quasi una cooperazione rafforzata è – come si legge in una nota diffusa dal ministero degli Esteri di Parigi – “dare un forte impulso alla relazione franco-italiana strutturandola e fissandole nuove ambizioni, alimentate da una duplice dimensione bilaterale ed europea, nella continuazione del summit franco-italiano di Lione del 27 settembre”. Resta chiaro però che il risultato delle urne sarà cruciale per il futuro dell’amicizia fra i due paesi.

Alessio Foderi

Nato a Orbetello nel 1994, cresce nella Maremma Toscana e si trasferisce a Pisa, per frequentare l’università dove, dopo aver trascorso un periodo a Londra, si laurea in traduzione e interpretariato nel Luglio 2016. Oltre le lingue, coltiva molte passioni come la fotografia e il cinema: curioso e determinato, dal 2014 inizia a collaborare con RadioEco.it, prima come blogger e poi come speaker della trasmissione settimanale “Associazioni d’Idee”. Adesso alla Lumsa per inseguire una passione e realizzare un sogno.