Il presidente americano Joe Biden durante il suo discorso al National Parayer Breakfast a Washington | FOTO ANSA

Joe Biden ordina sanzionicontro 4 coloni israeliani"Violenza intollerabile"

La decisione dietro motivi elettorali Netanyahu: "Misure non necessarie"

WASHINGTON – L’ordine severo di Joe Biden arriva senza troppi tentennamenti. Nel tardo pomeriggio di giovedì 1° febbraio, il presidente americano ha imposto sanzioni finanziarie e il blocco del visto a quattro coloni israeliani in Cisgiordania. Secondo l’atto esecutivo, gli estremisti sono stati coinvolti in atti di violenza, minacce e tentativi di distruggere proprietà palestinesi. Una misura essenziale, quindi, per allentare la tensione in Medio Oriente dopo agli attacchi terroristici in Cisgiordania, per favorire l’appoggio dell’elettorato giovane americano, ma anche un gesto forte che potrebbe alterare i disequilibri politici in gioco.  

“La violenza dei coloni israeliani ha raggiunto livelli intollerabili”, commenta Biden. “La maggioranza dei residenti in Giudea-Samaria sono cittadini rispettosi della legge”, replica il premier israeliano Benjamin Netanyahu che poi avverte: “Non c’è motivo di adottare misure straordinarie”. Parole che infiammano ulteriormente la situazione mentre Joe Biden tenta di mettere in ordine le crescenti critiche sul sostegno degli Stati Uniti alla guerra di Israele a Gaza, che provengono anche da membri del suo partito. Fratture in cui Netanyahu tenta di insinuarsi prendendo tempo, fuggendo dal confronto alle urne e sperando nell’arrivo di Donald Trump alla Casa Bianca per un “rinnovamento”. 

Joe Biden

Proteste dei gruppi anti-Zionisti ebrei a Washington | FOTO ANSA

Joe Biden, però, non lascia nulla al caso e annuncia le sanzioni ai coloni israeliani alcune ore prima di volare in Michigan, uno stato con una grande popolazione arabo-americana e quindi vitale per la campagna elettorale dell’attuale presidente in carica. Una duplice mossa dunque: un avviso diplomatico al governo israeliano in un momento di forti pressioni sul primo ministro Netanyahu, ma anche un chiaro messaggio alla coalizione araba-americana che costituirebbe una parte essenziale di elettorato a favore di Biden. Uno stato, inoltre, in cui Donald Trump aveva già trionfato nel 2020 con oltre 150mila voti. 

Momenti cruciali nella campagna elettorale di Joe Biden che rischiano di cambiare gli assetti diplomatici nel conflitto in Medio-Oriente. Dalla Casa Bianca, però, arrivano messaggi positivi: “Non solo preghiamo per la pace – ha detto Biden – ma lavoriamo attivamente per la sicurezza e la dignità del popolo israeliano e palestinese”.