Gli attivisti pro-Assange protestano davanti alla Royal Courts | EPA/ANSA

Stop all'estradizione in Usaper Julian AssangeLondra concede l'appello

La Corte chiede garanzie a Washington "Siano date garanzie entro 3 settimane"

LONDRA – Ancora un’altra carta da giocare per Julian Assange. L’Alta Corte di Londra ha dato il via libera all’istanza della difesa del giornalista australiano – respinta in primo grado – per un ulteriore, stremo appello di fronte alla giustizia britannica contro la consegna alle autorità d’oltre Oceano. Il cofondatore di WikiLeaks spera così di evitare la consegna alle autorità americane, che gli danno la caccia da quasi 15 anni per aver diffuso documenti riservati del Pentagono e del Dipartimento di Stato.

Una volta negli Usa – secondo i legali di Assange – l’hacker australiano rischia fino a 175 anni di carcere. Il giornalista è attualmente detenuto in una prigione di massima sicurezza britannica, il carcere di Belmarsh, dove è rinchiuso dal 2019. Secondo sua moglie Stella Moris e i suoi legali è a rischio di morte e potrebbe suicidarsi.

Nella sentenza di 66 pagine, i giudici hanno anche chiesto al governo di Washington di fornire entro tre settimane ulteriori garanzie sul fatto che, se estradato, i diritti del giornalista saranno rispettati. E, soprattutto, che non rischierà la pena di morte. Il caso è stato aggiornato al 20 maggio.

Antonino Casadonte

Mi chiamo Antonino Casadonte e vengo da Palmi, in provincia di Reggio Calabria. Ho conseguito la Laurea Magistrale in Lingue, Letterature comparate e Traduzione interculturale all'Università di Perugia. Oltre ad essere un esperto di lingue, letterature e culture, sono un grande appassionato di giornalismo e di calcio. Per questo motivo, nel futuro sogno di coniugare le mie due passioni e di diventare giornalista sportivo.