La Formula 1 in MessicoHamilton per il titoloVettel per il morale

L'inglese in pista per il quinto alloro il tedesco deve guardare già al 2019

Che si possa ripetere lo stesso copione dello scorso anno a Città del Messico, con Lewis Hamilton a festeggiare la vittoria del mondiale e Sebastian Vettel corrucciato ad assistere alle celebrazioni del pilota inglese, appare cosa più che probabile.

I presupposti ci sono tutti: ad Hamilton bastano 6 punti per aggiudicarsi il suo quinto titolo mondiale, al secondo posto nella classifica dei più titolati di sempre in F1. Chi rimarrebbe al terzo posto, con quattro mondiali conquistati in carriera è proprio il rivale degli ultimi anni, Vettel, che anche nell’ultima uscita stagionale, la scorsa settimana ad Austin, ha consolidato quel trand tutt’altro che invidiabile che lo ha accompagnato in questa seconda parte di stagione: provare manovre audaci per sorpassi azzardati e subirne poi le tristi conseguenze.

E’ successo in America con Ricciardo, in Giappone con Verstappen e prima ancora con Hamilton a Monza. Proprio da quel contatto è cominciata la parabola discendente del pilota tedesco che, con ogni probabilità, non è riuscito a smaltire la delusione per aver gettato alle ortiche una prima fila tutta rossa alla partenza del gran premio di casa per la scuderia.

L’ex campione della Red Bull ha perso serenità e non ha più vinto. Il britannico al contrario ha infilato un poker di quattro vittorie consecutive dimostrando una condizione mentale invidiabile, confermata anche dalla strategia conservativa messa in atto in Texas, dove ha rinunciato ad una pericolosa battaglia per il secondo posto con Verstappen, approfittando dell’ulteriore vantaggio conquistato ai danni proprio di Vettel.

A Vettel non rimane che cercare di portare a casa, in queste ultime tre gare stagionali, qualche vittoria che faccia morale, con lo sguardo proiettato già alla prossima stagione che, al netto di una monoposto competitiva come quella messagli a disposizione quest’anno, i tifosi del Cavallino sperano faccia rima finalmente con vittoria. Il titolo mondiale manca d’altronde dal lontano 2007, quando fu Kimi Raikkonen, adesso destinato a lasciare la Rossa, a superare in volata proprio Hamilton e Alonso.

Flavio Russo

1991. Liceo classico e università umanistiche. Curioso di tutto e quindi giornalista. Sono nato lo stesso giorno di Andrea Pazienza, mio padre spirituale. Napoletano, incredibilmente amo la musica, il mare, la pizza e Maradona.