TORINO – “La Juventus, la nostra storia, non è in vendita”. Ha risposto così John Elkann alla proposta di acquisto della società Tether. Un “no” secco, a cui gli azionisti non hanno dato credito. Il titolo infatti è volato in Borsa e ha chiuso la giornata di ieri con un +18,5%. L’ipotesi è che l’offerta fatta all’ad di Exor sia troppo allettante per un rifiuto così drastico e repentino. La decisione, infatti, era attesa entro il 22 dicembre, ma Elkann non ha voluto aspettare. Ma, sullo sfondo, alcuni investitori non credono alla posizione di Elkann, soprattutto dopo le ultime decisioni legate alla vendita del Gruppo Gedi.
L’offerta di Tether e il no alla cessione di Elkann
Tether – il colosso delle stablecoin fondato dall’italiano Giancarlo Devasini – già proprietaria dell’11,5% della Juve, ha proposto oltre un miliardo di euro per acquisire il restante 65,4% delle azioni, ad ora in mano alla famiglia Elkann. Si tratta di circa 2,66 euro per azione che porterebbe nelle tasche dell’ad di Exor un premio del 20,74% rispetto al valore con cui il titolo ha chiuso in Piazza Affari. L’erede della famiglia Agnelli però non sembra ragionare in termini finanziari quando si parla della Juventus. Lo dimostra il video pubblicato sui social della società con cui rifiuta ufficialmente la proposta di Tether. “Continuiamo a sostenere la nostra squadra e guardiamo in avanti per costruire un futuro vincente”, dichiara a favore di camera mentre indossa una felpa con il nome della sua squadra.
La posizione di Elkann non convince gli investitori
Quanto registrato in Borsa lunedì 15 dicembre, però, fa pensare che le rassicurazioni di John Elkann non siano servite a molto. La chiusura del titolo con un rialzo record ha spinto alcuni investitori a non credere al numero uno di Exor. Parole a cui non sembra credere nemmeno Giovanni Cobolli Gigli, ex presidente bianconero. In un’intervista a Rai Radio 1 Cobolli Gigli ha ricordato come Elkann si sia già smentito in passato con il gruppo Gedi. “Si possono avere dei dubbi su quanto sia secco questo no di John Elkann. Era secco anche quello per Gedi e poi le cose sono andate diversamente”, ha dichiarato. Il riferimento è alle iniziali smentite di Elkann riguardo le trattative per vendere il gruppo editoriale. Un tavolo che in realtà era già aperto da tempo e si è finalizzato poi con la vendita all’imprenditore greco Theo Kyriakou. Un bluff che per molti potrebbe essere in atto anche in questo caso per la vendita della Juventus.


