La Lega B incalza Gravina"Mantenga le promesse portando la B a 20 squadre"

Le Noif non sono derogabili per la Figc in giornata si esprimeranno le società

“Il mondo professionistico non può avere più di 40 squadre, che sono le 20 di serie A e le 20 di B”. Così Gabriele Gravina, presidente della Figc, venerdì scorso in un’intervista a Sky a cinquanta giorni dalla sua elezione a capo del calcio italiano.

A meno di una settimana di distanza, il presidente della Lega B, Mauro Balata, chiede ad alta voce che le promesse fatte in campagna elettorale vengano confermate “operando la riduzione già dalla prossima stagione. Gravina sta facendo ottime cose – ha dichiarato – ma deve essere coerente col suo programma”.

La polemica è sorta dopo la riunione del Consiglio federale di B per l’approvazione del bilancio, durante la quale i membri dell’assemblea hanno appreso della proposta della Lega Pro su un format a 22 club.

“Non era all’ordine del giorno, abbiamo letto della proposta sui giornali”, ha aggiunto Balata, chiedendo l’intervento del presidente della Figc e ribadendo che nessun provvedimento verrà approvato senza la Lega B e che nei prossimi giorni verranno prese “decisioni importanti in assemblea da portare in consiglio federale”.

“Gravina ha istituito la commissione sulla riforma dei campionati, ma avrebbe dovuto portare una sintesi in Consiglio federale, altrimenti è tutto inutile”, ha concluso non nascondendo il suo disappunto.

In una nota, la Figc ha sottolineato come ieri, in Consiglio, si sia discusso della modifica di alcuni articoli sulle Norme organizzative interne della Federazione e non della riforma dei campionati. “Verificata la mancanza di condivisione necessaria per la modifica dei suddetti articoli – sottolinea la Figc -, il presidente Gravina ha preso atto dell’impossibilità a procedere, sottolineando come il rispetto delle norme e dei regolamenti vigenti, che stabiliscono una la Serie B a 22 squadre, non ammette deroghe di alcun genere”.

In giornata la commissione verificherà l’orientamento delle squadre e si deciderà se votare o meno in assemblea.

Massimiliano Cassano

Napoletano trapiantato a Roma per inseguire il sogno di diventare giornalista. Laureato in Mediazione linguistica e culturale, ossessionato dall’ordine. Appassionato di politica, arte, Lego, calcio e Simpson. Arbitro di calcio da giovanissimo per vocazione.