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Iran International: “Almeno 12mila i morti nelle proteste”. Trump annuncia dazi al 25% a chi commercia con Teheran

di Tommaso Di Caprio13 Gennaio 2026
13 Gennaio 2026

Donald Trump nel suo discorso alla nazione | Foto Ansa

WASHINGTON – “Il più grande massacro nella storia contemporanea dell’Iran, avvenuto in gran parte nelle notti dell’8 e 9 gennaio”. A definire così l’ondata di proteste avvenute a Teheran è Iran International, il media di opposizione basato a Londra, secondo cui nei disordini avvenuti nel Paese sarebbero almeno 12 mila le persone rimaste uccise. La stima del comitato editoriale di Iran International è stata calcolata “su un’analisi esclusiva di fonti e dati medici” mentre la sua diffusione è stata “ritardata fino alla convergenza delle prove”: è stata fatta su un’analisi in più fasi di notizie da più fonti, “tra cui una vicina al Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale”. 

Onu: “Inorriditi per la repressione delle proteste in Iran”

L’Alto commissario delle Nazioni Unite per i diritti umani, Volker Türk, ha dichiarato di essere “inorridito” dalla “repressione” delle proteste in Iran, che ha causato oltre 600 morti dall’inizio delle manifestazioni, secondo una Ong. “L’uccisione di manifestanti pacifici deve cessare ed è inaccettabile etichettare i manifestanti come ‘terroristi’ per giustificare la violenza contro di loro”, ha affermato in una nota.

La mossa di Trump: dazi al 25% a chi commercia con l’Iran

Intanto, Gli Stati Uniti rispondono — per il momento simbolicamente — alle dure azioni perpetrate dal regime iraniano. Il presidente statunitense Donald Trump ha annunciato, sul suo social Truth il 12 gennaio, un ordine esecutivo che prevede l’applicazione di dazi al 25% “su tutte le transazioni commerciali effettuate con gli Stati Uniti d’America da parte di qualsiasi Paese che intrattenga rapporti commerciali con la Repubblica Islamica dell’Iran”. 

La prima mossa di Trump è quindi una misura – entrata in vigore con “effetto immediato” – che punta a colpire economicamente l’Iran e i suoi partner commerciali, assumendosi il rischio di danneggiare anche gli importatori statunitensi. Rimane sullo sfondo, per adesso, l’ipotesi di un intervento militare. Uno scenario definito — dal portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar Majed al-Ansari — catastrofico per l’intera regione. 

La Cina risponde a Trump: Difenderemo legami commerciali con l’Iran”

Subito dopo l’annuncio di Trump, Pechino ha risposto alle mosse di Washington attraverso le parole della portavoce del ministero degli Esteri spiegando che tutelerà “con decisione i suoi legittimi diritti e interessi” in Iran.  Il nostro paese “ha sempre creduto che non ci sono vincitori delle guerre tariffarie”, ha aggiunto la portavoce cinese. 

Migliaia in piazza per la contromanifestazione del regime in Iran

Mentre le proteste incendiano le piazze, il regime organizza la propria contromanifestazione con migliaia di persone riunite a Teheran a sostegno del regime degli ayatollah. Lo ha riferito la tv di Stato iraniana, che ha diffuso le immagini della folla con le bandiere della Repubblica islamica a Enghelab, conosciuta anche come piazza della rivoluzione. Ai cortei ha partecipato anche il presidente della Repubblica islamica Masoud Pezeshkian recitando insieme ai manifestanti preghiere per le vittime di quelle che il governo ha definito “disordini”. 

Media, trovate armi e ordigni americani a Teheran

Nel paese il clima resta teso. L’agenzia di intelligence iraniana, citata da al Jazeera, ha affermato che armi e ordigni esplosivi statunitensi sono stati sequestrati a “membri di una cellula” che utilizzava diversi edifici nel paese per nasconderle. Funzionari iraniani hanno accusato gli Stati Uniti e Israele di aver inviato “agenti stranieri” nel Paese per istigare alla violenza, non escludendo il ricorso alla forza militare. 

E proprio la paura di ingerenze straniere ha spinto il regime a prolungare il blocco della rete internet secondo il monitor Netblocks, mentre media riferiscono che le telefonate internazionali sono riprese dopo essere state interrotte per giorni proprio a causa delle manifestazioni in corso.

L’Iran convoca i diplomatici di Gb, Italia, Germania e Francia

Il sostegno dei paesi europei alle manifestazioni antigovernative non è piaciuto al regime di Teheran che ha convocato i diplomatici di Francia, Germania, Italia e Regno Unito ai quali è stato mostrato un filmato dei danni causati dai “rivoltosi” ed è stato chiesto ai loro governi di “ritirare le dichiarazioni ufficiali a sostegno dei manifestanti”, ha affermato il ministero degli esteri iraniani in una dichiarazione riportata dalla televisione di Stato.

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