STOCCOLMA – L’onda nera che rischia di contagiare l’Europa si arresta in Svezia. Con una maggioranza strappata, i Socialdemocratici – guidati da Magdalena Andersson – sono a un passo dal vincere le elezioni con il 28,1%. La coalizione, formata dal suo partito, dal Partito di Centro, dal Partito dei Verdi e dal Partito della Sinistra avrebbe la maggioranza assoluta con 175 seggi. Decisive le schede dall’estero.
L’incognita del governo, Andersson: “Pronti a governare”
Non è ancora stato decretato un vincitore chiaro, ma Andersson si dice pronta a governare: “Per il momento siamo in testa. E se questo dato venisse confermato, allora la Svezia avrà un nuovo governo”. Nonostante questo successo quasi certo, oscilla la possibilità che la leader diventi prima ministra: il centro non è disposto a sostenerla. L’incognita per il governo non sembra pesare alla leader dei Socialdemocratici: “A prescindere da quale sarà il risultato finale, questo è un segnale che dobbiamo cercare di collaborare tra politici svedesi. Dobbiamo mettere la Svezia e gli svedesi prima di tutto”.
Andersson tra le politiche conservatrici e laburiste
Vicina all’omologa danese Mette Frederiksen, Andersson – prima premier donna della Svezia dal novembre 2021 all’ottobre 2022 – è promotrice di politiche più conservatrici su sicurezza e immigrazione. Sugli altri punti invece segue linee più laburiste. Nel programma ci sono le battaglie per “i principi dei lavoratori, avere stipendi buoni e mantenere una politica concreta per la gente che lavora”.
La sconfitta dell’ultradestra
A pochi giorni dalla vittoria dell’Afd in Sassonia-Anhalt in Germania, la rete dell’ultradestra europea inciampa. Si chiama Democratici svedesi eppure si tratta di un partito d’ispirazione neonazista. Fondato nel 1988, si distingue per le sue posizioni euroscettiche e anti Islam. Il partito nazionalista si aggira intorno al 17,6%, in terza posizione dopo i Moderati (il centrodestra capeggiato dal primo ministro uscente Ulf Kristersson). Il leader Jimmie Åkesson incassa il colpo: è la prima volta che Sd perde voti rispetto all’elezione precedente.


