Landini assedia la Cgil dall’interno (già attaccata da Renzi): Camusso all’angolino

Con le spalle al muro il segretario Cgil Susanna Camusso: dopo gli attacchi del premier Renzi, viene incalzata sul palco del congresso di Rimini da Maurizio Landini.
Il leader della Fiom ha infatti presentato una lista alternativa in vista dell’elezione del nuovo comitato direttivo del maggiore sindacato italiano, comitato che a sua volta deciderà il nome del nuovo segretario; ed è proprio su questo metodo di elezione il primo e più agguerrito attacco di Landini alla Camusso: “La spaccatura non si risolve a colpi di maggioranza; se c’è riuscito il Pd, le primarie possiamo farle anche noi. Dopo che al congresso della Cgil ha partecipato circa il 20% degli iscritti, credo che l’attuale discussione congressuale, con cadenza quadriennale, vada superata”. E, se secondo alcune stime Landini avrebbe guadagnato solo con questa uscita un 10-15% di consenso tra gli iscritti, i detrattori danno per certa la riconferma della Camusso: i firmatari della lista alternativa sono 110 su 953 delegati.
Landini passa poi all’assalto dell’operato dell’attuale segretario: “Siamo partiti uniti e ora siamo spaccati grazie al segretario generale. Da adesso il sindacato”, continua, “deve essere una casa di vetro sui bilanci e sulle spese. Ce lo chiedono i giovani, non Renzi”. Seppure il leader Fiom abbia fatto pubblicare online proprio solo dopo l’investitura di Renzi il bilancio, ma anche le sue buste paga e le retribuzioni medie dei dipendenti della struttura nazionale.
Ma Landini ne ha per tutti. Dopo anni di “concertazione” tra i tre maggiori sindacati italiani il leader Fiom cerca consensi tra i più campanilisti tra gli iscritti: “Sentire Bonanni ergersi a paladino della democrazia mi fa venire dritti i capelli: perché la Cisl è quella organizzazione sindacale che ha firmato con la Fiat un accordo che ha cacciato la Cgil. È quel sindacato che dopo la sentenza della Corte costituzionale ha rifirmato con la Fiat un accordo per impedire alle altre organizzazioni di discutere, che ha fatto i contratti separati. Continuando a pensare che il testo unico nella sua condizione è la base di un nuovo modello sindacale, fondato su una logica di quel genere credo che non si vada da nessuna parte”.
Tutti avvisati.

Nicola Maria Stacchietti

Nato a Jesi il 12 Aprile 1987, si è laureato in Filologia Moderna alla Sapienza con 110 e lode. Ha frequentato il corso “Professione Reporter” riconosciuto dalla Provincia di Roma, propedeutico alla sua prima esperienza giornalistica con il “Corriere Laziale” dove scrive di sport da febbraio del 2013. Attualmente frequenta il Master in Giornalismo della Lumsa (riconosciuto dall’Ordine dei giornalisti).