L’Inter cambia volto. La società nerazzurra passa da Moratti all’indonesiano Thohir

Dopo diciotto anni e mezzo Massimo Moratti lascia la presidenza dell’Inter e cede il 70 per cento all’indonesiano Thohir per 250 milioni. La firma dell’accordo è stata annunciata in tarda serata di lunedì, anche se il comunicato ufficiale è arrivato solo alle 15:20 di ieri. Moratti, però, aveva anticipato nella mattinata di ieri, prima del comunicato, che il club era stato ceduto. Dopo la “governance” americana della Roma, prima con il presidente Thomas Di Benedetto e poi con James Pallotta, in Italia è giunto un altro patron straniero. Nella gara di ritorno, infatti, tra Inter e Roma sarà anche la sfida tra due grandi paesi; gli Stati Uniti e l’Indonesia.

Il tycoon Thohir. Figlio di Teddy, co-fondatore ed ex proprietario di Astra International e fratello di Garibaldi, co-proprietario della miniera Adaro, Erick Thohir fonda nel 1993 il gruppo editoriale Mahaka Group che ha interessi nel mondo dello sport, dei media e dell’entertainment. Nel 2011 il magnate indonesiano acquista anche una partecipazione nel Viva Group, un network che include uno dei più famosi portali indonesiani di notizie, alcune tv ed Elive, società che spazia dalla biglietteria on line per grandi eventi alla produzione di film in Indonesia. Thohir, però, è anche attivo nel mondo del sociale attraverso il “Darma Bakiti Mahaka Foundation”.

Il nuovo cda. Il nuovo cda dell’Inter sarà composto da 8 membri: 5 scelti dagli indonesiani, 3 dalla famiglia Moratti (il patron, il figlio Angelomario, che resterà vicepresidente, e Ghelfi). Tra i cinque membri indonesiani probabilmente potrebbero essere oltre a Thohir anche Roeslani, Soetedjo e Shreve e l’avvocato del tycoon Jason Levien.

Quanti successi. Non inizia proprio bene l’avventura di Massimo Moratti come presidente dell’Inter. Troppi soldi spesi per acquistare campioni di alto livello, ma anche molte le delusioni fino al 1997 quando all’Inter arriva Ronaldo che il 6 maggio del 1998 trionfa a Parigi in Coppa Uefa dopo aver battuto, insieme ai suoi compagni, la Lazio per 3-0 a Saint Denis. Poi arrivano di nuovo gli anni bui con la sconfitta a Roma contro la Lazio nel 2002 che dà lo scudetto alla Juventus e nel 2006 quando muore Giacinto Facchetti. La bacheca si riempie di successi successivamente allo scandalo del calcioscommesse con la Juve in B e l’Inter di Mancini e Mourinho che vincono sia fuori che dentro al campo cinque scudetti di fila. Al tecnico portoghese, poi, riesce anche il triplete nella stagione 2009/2010, vincendo la Coppa Italia, lo scudetto e la Champions.

Almeno per questa stagione sportiva, però, Moratti manterrà le deleghe e la presidenza. Il cambiamento, insomma, ci sarà con il passare del tempo, ma la svolta epocale è già realtà.

Marco Stiletti