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HomeCronaca Lisei: “Avvocato di strada inutile, nato solo per avere consenso politico”

“Avvocato di strada?
Un’associazione senza utilità
c’è già supporto necessario"

La bocciatura di Lisei, senatore FdI

“Nata solo per creare consenso politico"

di Marco Bertolini14 Gennaio 2026
14 Gennaio 2026
Avvocato di strada

Marco Lisei, avvocato e senatore FdI ed ex consigliere comunale a Bologna

Marco Lisei, avvocato bolognese, è oggi senatore di Fratelli d’Italia ed ex capogruppo di Forza Italia al Consiglio comunale in Emilia-Romagna. A Lumsanews ha confermato le perplessità già espresse nel 2018 come consigliere comunale, evidenziando quelli che ritiene i limiti dell’iniziativa Avvocato di strada. 

Senatore, cosa pensa da avvocato del servizio nato nella sua città, a Bologna, su iniziativa di alcuni legali?

“Non ne vedo l’utilità. Esistono già i difensori d’ufficio e il gratuito patrocinio a carico dello Stato. I cittadini non abbienti hanno già la possibilità di avere una difesa. Questi strumenti esistono proprio per garantire il diritto alla difesa in sede giudiziaria a chi non ha un reddito sufficiente”. 

Quali sono però le differenze tra un avvocato d’ufficio e un avvocato di strada?

“Nessuna, non ci sono”. 

Crede che il servizio abbia contribuito a sensibilizzare sul tema dei senzatetto?

“Posso riconoscere le buone intenzioni, ma è un’iniziativa nata a sinistra e credo sia stata più utile a chi l’ha realizzata che ad altri. Ritengo sia servita a quella parte politica per costruire consenso e alimentare con risorse pubbliche una struttura associativa. Non è un caso che il presidente sia stato consigliere regionale per il Partito democratico in Emilia-Romagna, la stessa regione che in passato ha finanziato l’associazione”. 

Nel 2018 ha sottolineato le perplessità di alcuni suoi colleghi su questa attività. Come mai?

“Perché Avvocato di strada, grazie ai finanziamenti pubblici, può promuoversi e offrire i suoi servizi entrando in contatto con potenziali clienti, diversamente dagli altri professionisti. Molti colleghi temono che questa attività violi l’articolo 37 del Codice deontologico sull’accaparramento della clientela (che vieta all’avvocato di acquisire clienti con mezzi scorretti, come agenzie, procacciatori o offrendo provvigioni, ndr)”. 

Uno dei successi di questa organizzazione di volontariato è di aver promosso una legge che garantisce il diritto al medico di base. Cosa ne pensa?

“Il nostro è un sistema universalistico in cui tutti, cittadini e non, possono accedere alle cure. Il diritto al medico di base era già garantito mediante l’iscrizione all’anagrafe con residenza fittizia. Non mi pare una vera vittoria, ma solo apparente”. 

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