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HomeSport L’Ue bacchetta la Fifa: “La Russia resti fuori dal calcio”

L'Ue risponde alla proposta
del presidente Fifa Infantino
"No al rientro della Russia"

Micallef: “Non tutto è negoziabile"

Kiev: "Mosca non interrompe la guerra"

di Marco Bertolini05 Febbraio 2026
05 Febbraio 2026
Infantino

Gianni Infantino è il presidente della Fédération Internationale de Football Association dal 2016 | Foto Ansa

BRUXELLES – L’Unione europea dice no al rientro della Russia nel mondo del calcio. Per buona pace del presidente della Fifa Gianni Infantino, che invece ha ipotizzato di riammettere Mosca nelle competizioni internazionali. 

Commissario sport Ue: “Non tutto è negoziabile”

“Lo sport non esiste nel vuoto. Riflette chi siamo e cosa scegliamo di rappresentare. Lasciare che gli aggressori tornino nel calcio mondiale come se nulla fosse accaduto non è accettabile. Non tutto è negoziabile”. Così sul proprio profilo X il commissario europeo allo Sport Glenn Micallef. Ha poi proseguito ribadendo la natura dell’Ue, soprattutto in vista di Milano-Cortina. “Bisogna riaffermare il suo modello sportivo fondato su responsabilità, solidarietà e rispetto dei valori”. Micallef ha poi sottolineato l’importanza della chiarezza e dei simboli. Non solo. Sulla possibile normalizzazione dei rapporti con la Russia osserva che decisioni di questo tipo dovrebbero essere prese attraverso discussioni collettive, valutazioni dei rischi e imposti limiti chiari. Il commissario maltese ha dunque fatto appello a unirsi all’interno dell’Ue e oltre, invitando tifosi, sindacati, associazioni e stakeholder a fare fronte comune insieme a Bruxelles. L’obiettivo? “Stabilire limiti chiari a ciò che è accettabile nello sport”. 

La risposta all’ipotesi del numero uno della Fifa

Il presidente Infantino ha dichiarato nei giorni scorsi che divieti e boicottaggi hanno solo creato più frustrazione e odio. “Sarebbe un segnale positivo vedere ragazzi e ragazze della Russia tornare a partecipare ai tornei in Europa”, le sue parole. Accolte con favore da Mosca, con il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov che ha ribadito come sia giunta l’ora di iniziare a pensarci. Di diverso avviso Kiev. “Sono 679 le ragazze e i ragazzi ucraini che non potranno mai più giocare a calcio: la Russia li ha uccisi. E continua a ucciderne altri mentre dei degenerati morali suggeriscono di revocare i divieti, nonostante la Russia non abbia messo fine alla sua guerra”. Così il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha risponde all’ipotesi di Infantino. Dopo l’idea di creare il premio Fifa per la pace da dare al presidente Usa Donald Trump, un’altra idea divisiva che non convince non solo gli altri organi sportivi, ma anche politici. 

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