MILANO – “Riconosco l’errore del nostro giocatore, ma Bastoni è stato oggetto di una gogna”. Così il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta durante l’Assemblea della Lega Serie A, alla luce delle polemiche arbitrali che hanno segnato Inter-Juventus di sabato 14 febbraio.
Dopo la simulazione del difensore dell’Inter, che ha portato all’espulsione di Pierre Kalulu, si è scatenata una tempesta di insulti verso il calciatore nerazzurro, a partire dai tifosi bianconeri. Forti critiche all’arbitraggio sono arrivate anche dalla dirigenza della Juventus e dal mondo della politica, con i commenti dell’ex premier Enrico Letta.
Marotta ha voluto difendere il proprio calciatore all’indomani degli insulti e delle minacce di morte ricevute sui social: “Stiamo parlando di un giocatore con più di 300 partite in Serie A e mai protagonista di fatti clamorosi, un patrimonio della Nazionale”. “Chi mette in dubbio la sua presenza azzurra – qui il presidente fa riferimento al tweet di Letta – farebbe un danno oltre che un’ingiustizia”.
Il numero uno dell’Inter entra poi nel merito della questione. “La simulazione è un atto che si vede sui campi fin dagli anni ‘50”, sottolinea Marotta. “Certamente quello di Bastoni è stato esagerato e deprecabile, ma legato anche a fattori concomitanti: il braccio largo dell’avversario e il fischio immediato dell’arbitro”, conclude.
Marotta, parlando ai microfoni con i giornalisti, ragiona sulle possibili strade da percorrere. “Dobbiamo fare assunzione di responsabilità. Can, Aia, società e Figc, tutte le istituzioni. Dobbiamo confrontarci in modo ampio e sereno, inasprendo le pene disciplinari e soprattutto pecuniarie”, conclude il presidente nerazzurro.


