Mina compie oggi 80 anniMollica: "Un genioribelle e anticonformista"

Lo storico giornalista del Tg1 "Come lei nessuno in Italia, nel mondo"

Voce, presenza e stile unico. Anna Maria Mazzini, in arte Mina, festeggia oggi i suoi 80 anni. La leggendaria Tigre di Cremona, artista moderna ed eclettica, dalle straordinarie doti canore nel 1978 si è ritirata dalla vita pubblica ma continua ad esserci. E, soprattutto, continua ad esserci la sua voce. “Ho fatto un post su Instagram questa notte per farle gli auguri, le ho detto che lei è immensa come Picasso”, dice a Lumsanews lo storico critico musicale del Tg1 Vincenzo Mollica. “I quadri del grande pittore hanno attraversato e rivoluzionato il Novecento, le canzoni di Mina sono opere d’arte. Con la sua arte Mina ha attraversato tutti gli stili possibili e immaginabili e lo ha fatto sempre in maniera perfetta”.

Di Mina si è detto e scritto tutto, c’è qualcosa che ancora non sappiamo?

«Credo di no. Credo che Mina ha fatto ciò che voleva fare fin quando ha deciso di essere presente negli schermi televisivi, dopo di che non è che è sparita, continua a fare il suo lavoro di cantante, da artista vera e suprema. Tutti lo dimenticano ma Mina ogni settimana risponde alle lettere su Vanity Fair, è presente. La gente può sapere cosa pensa e cosa non pensa. Un suo grande ammiratore, per come scriveva, era Andrea Camilleri: ne ammirava la scrittura, il pensare di Mina, donna colta. Il suo scrittore preferito è Carlo Emilio Gadda. Continua a fare un disco all’anno: l’ultimo con Ivano Fossati è un capolavoro. Non è una donna assente. Ha deciso 40 anni fa di non esserci fisicamente ma canta ancora e lo fa come se avesse vent’anni. La voce è sempre perfetta, limpida».

Ci può dire qualcosa del legame che aveva con Lucio Battisti e con Mogol?

«Ammirava moltissimo Battisti, ha cantato cinquanta sue canzoni. Battisti e Mogol hanno scritto insieme quattro canzoni, appositamente per Mina, una più bella dell’altra: Insieme, Amor mio, Io e te da soli e La mente torna. Mina e Battisti hanno fatto un duetto che è storia della televisione, la stima nei suoi confronti era infinita, guardando i duetti che hanno fatto insieme è chiaro che sono due fuoriclasse. Due artisti sommi. È come quando cantavano insieme Louis Armstrong ed Ella Fitzgerald».

Lo storico duetto di Mina e Lucio Battisti nel 1972, trasmesso su Rai Due (Foto Ansa)

Cosa ci può raccontare di Mina negli anni televisivi, negli anni in Rai?

«Mina è stata in Rai dalla fine degli anni ’50 all’inizio degli anni ’70, sono stati poco più di 10 anni. È stata La Signora della televisione, era capace di incontrare Totò, Alberto Sordi, cantare i Beatles in maniera perfetta e poi cantava i suoi successi in maniera inarrivabile. Mina è un oceano di arte, non un lago, non un ruscello. Un oceano di arte. Non c’è nessuno come Mina. Non c’è nessuno come lei, non solo in Italia ma nel mondo. Non a caso Liza Minnelli o Frank Sinatra erano dei suoi fan».

Oggi, secondo lei, verrebbe accolta nello stesso modo nel mondo della musica?

«Mina, con Celentano e Modugno, ha rivoluzionato la musica leggera italiana. Quando è arrivata, la chiamavano urlatrice ma per modo di dire, perché cantava in maniera diversa. Ma Mina è l’Italia, è nel dna degli italiani. È una ribelle, anticonformista e coraggiosa nelle sue scelte: è stata messa al bando perché aveva avuto un figlio da una relazione extra-coniugale. È stata cancellata dalla televisione. È una donna che anche oggi rivoluzionerebbe, è un esempio. Non a caso i suoi fan più accaniti sono giovani, cantanti come Giorgia ad esempio, sono tutti suoi fan. Lei duetta con loro. Non è fuori dal mondo, è una che c’è. Il suo ultimo disco, come detto inciso con Ivano Fossati, è destinato a rimanere nella storia».

Ultima domanda: qual è la sua canzone preferita?

«Sono tantissime. Mi piace moltissimo il singolo che è uscito adesso che si chiama Farfalle che ha scritto per lei proprio Ivano Fossati, se devo dire la più recente. Se invece parliamo in assoluto, devo dire che forse la mia preferita è una delle canzoni che scrissero per lei Battisti e Mogol, Amor Mio».

Chiara Viti

Classe 1993. Ha studiato Filosofia a Roma e si è specializzata in Editoria e Giornalismo. Si è avvicinata al mondo della comunicazione lavorando come Ufficio Stampa, poi uno stage nella redazione di Report (Rai 3). Adesso è giornalista praticante presso la Lumsa Master School.