MILANO – La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo (Cedu) respinge il ricorso di Silvio Berlusconi e Fininvest sulla vicenda giudiziaria attorno al Lodo Mondadori. L’ultima sentenza ha stabilito che nel processo del 2014 non è stato violato il diritto alla presunzione d’innocenza del Cavaliere né tantomeno il diritto alla proprietà privata per le somme dovute alla Cir di Carlo De Benedetti. Alla Fininvest di Berlusconi la Cedu riconosce solo la mancata motivazione “da parte della Corte di Cassazione sulla condanna alla spese legali”.
Il ricorso al Cedu di Berlusconi
La sentenza della Cedu arriva dopo più di dieci anni di ricorso in appello da parte della società Fininvest nella disputa legale con la Cir di Carlo De Benedetti per il controllo della casa editrice Mondadori. Fininvest era stata condannata a risarcire 560 milioni alla società di De Benedetti. Nel 2013 però Berlusconi si appellò alla Cedu sostenendo che il risarcimento richiesto alla sua azienda fosse troppo sproporzionato. Accuse che oggi la corte europea non accoglie. A commentare l’ultima sentenza è lo stesso legale di Fininvest che definisce “deludente” la decisione della Cedu che “non ha minimamente colto la forza e la fondatezza dei punti fondamentali dei nostri ricorsi”, dichiara l’avvocato Andrea Saccucci.
La battaglia legale per il Lodo Mondadori
Con l’ultima decisione della Corte europea sembra chiudersi la lunga vicenda giudiziaria italiana iniziata negli anni 90 tra Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti per il controllo della Mondadori. Dopo un tira e molla giuridico nel 1991 la Fininvest aveva inizialmente vinto il ricorso in appello prendendo così possesso della casa editrice e strappandola all’ex proprietario De Benedetti. Nel 2011 però il contenzioso era tornato in tribunale e la Corte di Cassazione aveva stabilito che la decisione del lodo arbitrale nel 1991 era stata raggiunta mediante corruzione del giudice. La Fininvest così è stata condannata a pagare 560 milioni di euro di risarcimento alla Cir. Somma che la società di Berlusconi saldò ma che causò non poche conseguenze economiche per la holding dell’ex premier. Un risarcimento che la nuova sentenza della Cedu continua a definire legittimo.


