NEWS ANSA

Sito aggiornato alle 12:24 del 26 febbraio 2026

HomeSport Mondiali 2026, i dubbi dei Paesi europei: “Costano tanto e rendono poco”

Mondiali 2026
I dubbi dei Paesi europei
"Un affare in perdita"

I timori di dieci federazioni

"Senza accordo è caos fiscale"

di Tommaso Di Caprio26 Febbraio 2026
26 Febbraio 2026
mondiali 2026

La coppa dei mondiali di calcio | Foto ANSA

ROMA – Incognite fiscali, cambi sfavorevoli e premi di qualificazione meno ricchi. Per molte federazioni i Mondiali di calcio 2026, in programma la prossima estate tra Usa, Canada e Messico, rischiano di essere un investimento a metà.  

A riportare la notizia è il Guardian che ricorda come all’ultimo congresso annuale dell’Uefa, svoltosi due settimane fa a Bruxelles, dieci federazioni hanno manifestato dubbi sulla sostenibilità economica della manifestazione. 

Le perplessità sono arrivate anche ad alcuni alti funzionari della Fifa che – scrive ancora il giornale britannico –  sarebbero rimasti “imbarazzati” dalla situazione. 

Quanto valgono le qualificazioni

Per la ventitreesima edizione dei Campionati mondiali di Calcio ogni squadra qualificata riceverà 9 milioni di dollari dalla Fifa, ai quali se ne aggiungeranno altri 1,5 registrati alla voce generica dei “costi di preparazione”. Numeri in linea con quelli della manifestazione del 2022 ospitata dal Qatar. La differenza riguarderà però le indennità giornaliere che dovrebbero scendere a 600 dollari rispetto agli 850 di quattro anni fa. 

Sicuramente un risparmio per le casse della Fifa che equivale, però, a una perdita stimata in circa 500 mila dollari per ogni singola federazione.

Un taglio che promette di appesantire le trasferte delle squadre qualificate, preoccupate dai tassi di cambio sfavorevoli rispetto al dollaro, scrive ancora il Guardian.

Il rebus fiscale

Ma i conti rischiano di non tornare nemmeno sul piano fiscale. Giocare in tre Stati diversi significa essere assoggettati a differenti regimi di tassazione. In termini pratici, vuol dire che i Paesi che ospitano una edizione della Coppa del Mondo sono obbligati a fornire esenzioni fiscali alle federazioni che si qualificano. Per il momento, queste esenzioni sono state concordate con Canada e Messico, ma manca ancora un accordo con gli Stati Uniti. 

Senza dimenticare che negli Usa la tassazione non è uguale in tutti gli Stati. In California,  dove si giocheranno alcune partite della competizione nelle città di Los Angeles e San Francisco, l’aliquota massima è del 13,3%. Mentre nel New Jersey, che ospiterà la finale del torneo, si ferma al 10,75%. 

Le conseguenze sono evidenti: le squadre di quei Paesi che giocheranno più partite in Stati con tassazioni più basse avranno un vantaggio finanziario rispetto a tutte le altre, a meno che non venga raggiunto un accordo nei prossimi tre mesi e mezzo. 

Ti potrebbe interessare