BRUXELLES – Rafforzare il ruolo internazionale dell’euro, coordinare gli investimenti nella difesa e garantire l’accesso alle materie prime critiche. È questo l’obiettivo dei Big 6, i sei Paesi europei che hanno dato vita – nella giornata del 28 gennaio – a un nuovo format che li vedrà come nazioni-locomotiva per accelerare le procedure dell’Unione.
Il ruolo dei Big 6
Germania, Francia, Italia, Polonia, Spagna e Olanda saranno i principali artefici del cambiamento dell’economia dell’Unione. Nel pomeriggio di mercoledì 28 gennaio, i ministri dell’Economia delle sei principali economie dell’Unione si sono riuniti in videoconferenza per discutere delle nuove sfide geopolitiche globali.
L’iniziativa è stata voluta dal ministro delle Finanze tedesco Lars Klingbeil. I sei Paesi partecipanti, tra cui l’Italia, si prefiggono di porsi come nazioni guida per indicare la strada agli altri 21. I nuovi assetti geopolitici spingono, del resto, l’Europa verso nuove regole. L’obiettivo dei Big 6 sarà quello di raggiungere una capacità decisionale all’altezza dei tempi, superando le lentezze decisionali dei 27.
Accelerare le procedure dell’Ue
Durante il primo incontro, i Big 6 hanno discusso su quattro temi centrali. Dai mercati dei capitali, al rafforzamento dell’euro. Dal coordinamento degli investimenti nella difesa alla garanzia della sicurezza dell’approvvigionamento di materie prime. Il ministro tedesco ha sottolineato la necessità, “alla luce delle incertezze globali”, di puntare “con maggior forza sulla sovranità europea”. I partner dell’E6 assumeranno “un ruolo guida nel rafforzare l’Europa e renderla indipendente”.
Le sfide per il Vecchio Continente
La nascita dei Big 6 è una conseguenza della consapevolezza che gli Stati Uniti non rappresentano più un alleato solido. I nuovi assetti geopolitici hanno posto il Vecchio Continente di fronte alla sfida di trovare nuove risorse e nuove certezze. Già nella prima settimana di febbraio, i ministri dell’Economia torneranno a riunirsi per cercare nuove strategie affinché l’Ue possa migliorare la competitività industriale e economica.


