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"Tagli al settore sanitarioprevisti dalla Nadef"Insorgono le minoranze

Stupore del Colle per l'interpretazione delle parole del Capo dello Stato

“La Legge di Bilancio 2024 prevede, per il triennio 2024-2026, stanziamenti da destinare al personale del sistema sanitario”. È la promessa della Nota di aggiornamento al documento di economia e finanza, licenziata il 27 settembre dal governo.

Tuttavia, secondo la fondazione Gimbe, il rapporto spesa sanitaria/Pil scenderà nel 2024 dal 6,6 al 6,2 per cento. E continuerà a calare nel 2026, raggiungendo il 6,1. In altre parole: da 134,7 miliardi di spesa nel 2023 si passerà a 132,9 l’anno prossimo. Nonostante la stima della Nadef di una crescita della spesa sanitaria all’1,1%, a fronte di una crescita media annua del Pil nominale del 3,5%, per la fondazione “è evidente che l’irrisorio aumento della spesa sanitaria di € 4.238 milioni nel triennio 2024-2026 non basterà a coprire nemmeno l’aumento dei prezzi, sia per l’erosione dovuta all’inflazione, sia perché l’indice dei prezzi del settore sanitario è superiore all’indice generale di quelli al consumo”.

Mattarella: “La sanità è un patrimonio da difendere”

In una nota il Quirinale spiega che si registra stupore per le interpretazioni che alcuni quotidiani hanno dato al discorso pronunciato ieri dal presidente Sergio Mattarella al Festival delle regioni in corso di svolgimento a Torino. Ieri in un intervento a braccio, aveva parlato brevemente, tra l’altro, anche della Sanità pubblica: “Il servizio sanitario nazionale è un patrimonio prezioso, da difendere e adeguare. E in questo la riflessione delle Regioni, in dialogo con il Paese e con la società, è particolarmente importante”. Aveva parlato più diffusamente dell’Autonomia in Costituzione in un intervento apprezzato da tutti i governatori presenti.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Foto Ansa/Paolo Giandotti

Una richiesta simile a quella dei partiti d’opposizione. Il leader di Azione Carlo Calenda ha dichiarato che “il sistema sanitario nazionale è allo sbando”, mentre il deputato del Pd Marco Furfaro ha accusato la destra di “uccidere la sanità pubblica”. Secondo Furfaro, “la sanità scivolerà verso la privatizzazione, e si curerà solo chi potrà permetterselo”.

Gli italiani rinunciano alle cure

A causa dei costi proibitivi delle cure private, quasi un cittadino su cinque rinuncia alle visite mediche, lo riporta il sondaggio Euromedia Research. Più di un italiano su tre, come riporta Repubblica, quando deve fare una visita oppure un esame diagnostico si rivolge al sistema privato, a causa delle lunghissime liste d’attesa. Queste ultime sono dovute al fatto che l’offerta pubblica è più bassa rispetto alla domanda, ma anche dall’alta richiesta di prestazioni che non servono, contribuendo ad allungare i tempi. La fuga verso il sistema privato, inoltre, riguarda anche i lavoratori, sottopagati nel settore pubblico.

Veronica Stigliani

Laureata in Relazioni Internazionali presso l’Università di Bologna nel 2019 con una tesi intitolata "States and non-state actors in the Middle East", collaboro con The Euro-Gulf Information Centre (EGIC), OSMED-Osservatorio sul Mediterraneo e La fionda.