Vergogna sui socialSu Instagram auguri di morteai figli di Leonardo Bonucci

La risposta del difensore bianconero: "Un giorno vivremo in un mondo migliore"

Ancora una volta insulti sui social network. Ancora una volta vittima è il calciatore juventino Leonardo Bonucci. Dopo aver pubblicato su Instagram una storia che lo ritraeva insieme ai suoi due bambini, un utente (dal nickname the_98page) ha scritto in privato al difensore bianconero, augurando la morte dei figli.

Immediata è arrivata la risposta del giocatore, tramite un’altra Instagram storie: “Forse un giorno – ha scritto – vivremo in un mondo migliore, per ora quello da cui spero di tenere lontano i miei figli è questo mondo qui. Quello di questa gente. Quello della violenza fatta di gesti, parole e pensieri”. Bonucci si è poi rivolto direttamente all’utente che lo ha insultato: “Adesso cancellati, cambia account, chiama qualcuno a darti manforte, peccato che nessuno potrà sollevarti dallo schifo di essere che sei”.

Non è la prima volta che calciatori – e in generale personaggi famosi – diventano bersaglio dei cosiddetti “hater” del web, gli utenti social che odiano e offendono, soprattutto tramite messaggi pubblici o privati e rivolgendosi ai vip. E non è la prima volta neanche per Bonucci, in passato vittima dell’odio della rete prima per il suo trasferimento dalla Juventus al Milan e poi per il suo clamoroso ritorno in bianconero. Messaggi di morte e legati alla malattia di uno dei suoi due figli erano comparsi sui suoi profili e anche su quello della moglie.

Per arginare il fenomeno, soprattutto in ambito sportivo e calcistico, da quest’anno è stato introdotto un vero e proprio sistema di “daspo digitale”. I singoli club, infatti, si avvalgono del lavoro del Supporter Liason Officer, ovvero del delegato della società ai rapporti con la tifoseria, per monitorare le attività dei propri sostenitori e in casi particolari impedire anche l’accesso allo stadio. Un controllo che vale appunto per i commenti e i post e, a seconda del tenore di quanto pubblicato o di eventuali insulti, le società possono emettere provvedimenti sanzionatori che vanno dal semplice richiamo fino alla negazione dell’emissione del biglietto per lo stadio o al blocco dell’abbonamento.

Salvatore Tropea

Classe 1992, dopo la maturità scientifica si laurea in Scienze della Comunicazione alla Lumsa. Collabora con il mensile locale calabrese L’Eco del Chiaro; con il giornale studentesco e la WebTV della Pontificia Università Lateranense e con il portale online farodiroma.it. Attualmente frequenta il Master in Giornalismo alla Lumsa, dopo aver frequentato il Master in Digital Journalism alla Lateranese e aver svolto due mesi di stage a Radio Vaticana. Con il Master in Giornalismo della Lumsa ha svolto tre mesi di stage presso la redazione de Il Venerdì di Repubblica e attualmente sta svolgendo uno stage di tre mesi presso la redazione italiana di Vatican News