ROMA – Scintille tra i banchi di Montecitorio durante la commemorazione di Quentin Deraque, il giovane nazionalista francese aggredito a morte lo scorso giovedì a Lione. Tutto è iniziato con l’intervento di Paolo Formentini della Lega, che ha denunciato la crescente violenza verbale nei confronti della maggioranza. “Vediamo in quest’Aula crescere la violenza verbale di giorno in giorno. Ancora ieri siamo stati definiti complici di genocidio, così si dà una base, un incitamento alla violenza a chi è fuori da questa Aula. Mi rivolgo con il cuore alle opposizioni: non frequentate più centri sociali come Askatasuna”, ha detto il leghista.
Molto dura la replica in di Nicola Fratoianni (Avs): “Raccogliamo l’invito al ricordo e alla condanna senza se e senza ma della vile aggressione che ha portato all’assassinio di Quentin Deranque. Da parte nostra nessuna ambiguità né imbarazzo” visto che in Avs “abbiamo la non violenza come punto di riferimento fondamentale. Prendiamo distanza, un po’ sdegnati, dal tentativo di usare questa vicenda per condurre una battaglia politica”.
Dal canto suo il deputato di Alleanza verdi e sinistra Angelo Bonelli ha condannato le violenze, denunciando di esserne stato lui stesso bersaglio insieme a Fratoianni. “Le minacce che abbiamo ricevuto sono di una gravità inaudita. Lettere con l’immagine di mia moglie e di mia figlia, con l’indicazione dell’indirizzo di casa; frasi come ‘vi prenderemo a martellate’, ‘vi spareremo in testa’, ‘vi taglieremo la testa con il machete’, messaggi rivolti anche ai nostri figli e ai nostri familiari”.
Piccolotti: ” Avs bersaglio”
Sulla questione la deputata di Avs, Elisabetta Piccolotti a Lumsanews ha parlato di un “clima pessimo nel Paese”. “Il simbolo di Avs accostato illogicamente all’omicidio di un attivista di destra in Francia ci sta trasformando in un bersaglio. Per questo abbiamo chiesto con forza di mettere fine a questa strumentalizzazione politica e di ripristinare un clima in cui in maniera trasversale si possano mandare messaggi al Paese di assoluta aderenza a una visione non violenta della politica”.
Il deputato leghista Luca Toccalini spiega a Lumsanews che è un caso fortunato che in Italia “non ci sia scappato il morto”, ma ricorda quanto successo a Torino per Askatasuna con i poliziotti feriti: “Anche quegli aggressori potrebbero essere indicate come legate al terrorismo”.


