Oms: "In Europa meno casima ci saranno altre ondate"Svezia modello da seguire

La crisi del lavoro agita la Germania Coprifuoco di tre giorni in Turchia

“La situazione rimane seria” e “non uniforme” in Europa dove “Spagna, Italia, Regno Unito, Germania e Francia hanno ancora il più alto numero di casi, ma in seguito alle misure di distanziamento vediamo una riduzione nei nuovi casi”.  Lo ha detto Hans Kluge, il direttore regionale per l’Europa dell’Oms, specificando però che “quando la prima ondata del Coronavirus sarà passata sarà essenziale prepararsi a una seconda o una terza, particolarmente se non c’è ancora un vaccino disponibile”.

Ma per l’Organizzazione mondiale della sanità tutto il mondo dovrebbe prendere esempio dalla Svezia nella lotta al Coronavirus. Il capo del Programma di emergenze sanitarie, Mike Ryan, ha spiegato in una conferenza stampa che “quello che hanno fatto di diverso è che si sono basati su un rapporto di fiducia con la cittadinanza”. “La gente pensa che la Svezia non abbia fatto nulla – ha proseguito – ma non potrebbe essere più falso: si sono dotati di una forte strategia di sanità pubblica, hanno puntato sulle misure di igiene, di distanziamento, proteggendo le persone nelle residenze assistenziali”. Un approccio che – secondo Ryan – sarà da prendere a modello da parte di tutti i paesi che passeranno alla fase di convivenza con il virus: “La popolazione ha avuto una forte volontà di aderire al distanziamento fisico. In più, il sistema sanitario è sempre rimasto al giusto livello di capacità di risposta all’emergenza”.

In Francia c’è prudenza sulla fase 2. “Se gli indicatori non saranno rispettati, non faremo nessuna riapertura l’11 maggio”, ha dichiarato il premier francese Edouard Philippe presentando il piano di riapertura in Parlamento. Le condizioni che ha posto riguardano, fra l’altro, il numero dei nuovi contagi al giorno, che “deve mantenersi fra i 1.000 e i 3.000”. Aperture “asimmetriche” invece in Spagna, con il premier Pedro Sanchez che prevede di allentare progressivamente le misure restrittive anti-coronavirus in quattro fasi – a seconda delle zone – fino alla fine di giugno. Nello specifico, le prime a ripartire saranno le isole (Canarie e Baleari) e le zone rurali. Poi toccherà alle città, dove si è concentrata la maggior parte dei casi di contagio, in particolare a Madrid e a Barcellona.

Le imprese tedesche hanno chiesto la cassa integrazione per 10,1 milioni di persone fino al 26 aprile. Un valore record di cui riferisce l’Agenzia federale del Lavoro in Germania. Il capo dello staff della cancelliera tedesca Angela Merkel ha dichiarato che le misure di distanziamento sociale dureranno almeno fino al 10 maggio. Preoccupa anche l’aumento del tasso di disoccupazione, che su base annua potrebbe arrivare al 5,8%, stando alle stime di primavera del governo. Intanto al Mauerpark di Berlino spunta un murales in cui il presidente americano Donald Trump e quello cinese Xi Jinping si scambiano un bacio mentre indossano una mascherina.

A Mosca, epicentro dell’epidemia in Russia, i nuovi casi sono stati 3.093, record nelle 24 ore. I morti sono 65, arrivando così a 611 in totale. I guariti sono 525. “Abbiamo evitato il catastrofico scenario italiano”, ha detto il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov in un’intervista a RTVI. Il motivo va cercato nelle “dure decisioni di autoisolamento e le misure piuttosto efficienti che hanno convinto la gente a rimanere a casa, così come l’aumento rapido ed efficiente del numero di letti d’ospedale”, ha aggiunto.

Scatta invece alla mezzanotte di oggi (le 23 in Italia) un nuovo coprifuoco di tre giorni in Turchia. Si tratta del quarto fine settimana consecutivo in cui il governo di Recep Tayyip Erdogan estende a tutta la popolazione le misure di confinamento obbligatorio in casa, già previste stabilmente per gli over 65, i malati cronici e gli under 20. Sono esclusi i lavoratori di categorie ritenute essenziali, tra cui i sanitari e gli operatori che garantiscono i servizi pubblici minimi. Inoltre domani sarà ammessa l’apertura dei supermercati, ma solo per 5 ore al giorno.

Massimiliano Cassano

Napoletano trapiantato a Roma per inseguire il sogno di diventare giornalista. Laureato in Mediazione linguistica e culturale, ossessionato dall’ordine. Appassionato di politica, arte, Lego, calcio e Simpson. Arbitro di calcio da giovanissimo per vocazione.