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OpenAi, Sam Altman ammette:
"Non possiamo imporre
condizioni al Pentagono"

Fuga degli utenti da Chatgpt

Anthropic tratta di nuovo con il governo

di Tommaso Di Caprio06 Marzo 2026
06 Marzo 2026
altman microsoft

Sam Altman, ex ceo di OpenAI | Foto Ansa

SAN FRANCISCO – La disputa sull’uso militare dell’’intelligenza artificiale da parte del Pentagono non ha risparmiato neanche OpenAI. Questa volta a fare un passo indietro è stato direttamente Sam Altman, cofondatore dell’azienda proprietaria del bot Chatgpt. Con un post su X, l’ex informatico ha spiegato ai milioni di utenti della piattaforma che “OpenAI non può dettare le condizioni al Pentagono”. Il bagno di realtà è arrivato dopo mesi turbolenti per l’azienda iniziati lo scorso giugno subito dopo la firma di un contratto da 200 milioni di dollari con il governo americano per sviluppare sistemi di intelligenza artificiale destinati alla sicurezza nazionale. 

Anche se a consumare la rottura tra OpenAI e la sua community è stato l’ultimo annuncio, a fine febbraio, di un nuovo accordo con il Pentagono per integrare i suoi modelli di IA nelle reti classificate militari.  La decisione di collaborare con la difesa Usa era arrivato in concomitanza con la decisione del presidente Donald Trump di stralciare un accordo simile firmato dalla Casa Bianca con l’altra grande società leader nel settore, Anthropic dell’imprenditore di origini italiane Dario Amodei.  

L’intesa iniziale era stata giudicata dallo stesso Altman “frettolosa” perché frutto di un approccio “opportunistico e approssimativo”. Per rimediare, OpenAi era corsa ai ripari introducendo una clausola che esplicitava il divieto di sorveglianza domestica intenzionale dei cittadini statunitensi. Ma in pochi giorni è arrivato l’ennesimo colpo di scena. Parlando con i suoi dipendenti, il “papà” di Chatgpt ha detto loro che “non possono prendere decisioni operative”. 

Anthropic accusa OpenAi ma tratta con il Pentagono

Le parole di Altman non sono piaciute agli utenti di Chatgpt che negli ultimi giorni hanno scaricato in milioni il chatbot rivale Claude di proprietà della società di Amodei che ha respinto la richiesta del Dipartimento della Difesa Usa di usare il modello Claude senza restrizioni a scopi militari. 

Ma il ruolo di Anthropic nella difesa Usa potrebbe non essere arrivato al capolinea. A riportare l’indiscrezione è il Financial Times che scrive di una possibile trattativa tra Amodei e i vertici del Pentagono per rientrare nelle grazie di Donald Trump. 

Un cambio di direzione che, se confermato, non rappresenterebbe comunque un tradimento nei confronti dei suoi utenti. A spiegarlo è stato lo stesso Amodei in un post sottolineando che Anthropic a differenza di OpenAI “non ha riservato a Trump elogi da dittatore (mentre Sam sì)”.

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