Otto anni fa l’era Obama
primo presidente nero
sull’onda dello “Yes we can”

Alla Casa Bianca con il 52,9% dei voti
ancora alto il suo indice di gradimento

Il 4 novembre 2008 è una data da ricordare in una ipotetica futura storia mondiale. Il democratico Barack Obama viene eletto presidente degli Usa. E’ la prima volta nella storia che la più alta carica statunitense viene ricoperta da un afroamericano.

Manca un mese alla fine del suo secondo mandato e ricordiamo alcuni momenti chiave.

Accadde oggi quella storica elezione. Sull’onda del celeberrimo slogan “Yes we can” Obama, allora senatore dell’Illinois, vinse le elezioni americane del 2008 con il 52,9%, conquistando oltre 69 milioni di voti e 28 stati, mentre McCain, allora senatore dell’Arizona si fermò al 45,7%, ottenendo 60 milioni di voti e 22 stati.

Secondo un recente sondaggio (ottobre 2016) della Cnn, l’indice di gradimento del presidente afroamericano si attesta intorno al 55%, in rialzo rispetto alle rilevazioni Cnn/Orc di agosto (54%). E’ la percentuale più alta dall’inizio del 2013.

Rompe così il record di Ronald Reagan che nel 1988 si attestava al 51%. A pochi mesi dalla fine del suo secondo mandato, Obama è impegnato in campagna elettorale al fianco della Dem Hillary Clinton. Principale obbiettivo è spingere il voto degli afroamericani e dei Millennials verso Hillary.

Fra i momenti chiave il 2010 e il 2013 rappresentano due pietre angolari. A un anno dall’elezione, dalla crisi finanziaria e dal crack di Lehman Brothers, i repubblicani al Senato ebbero come priorità di evitare la sua rielezione: «pensavo avrebbero collaborato, capii che non sarebbe stato così» dichiarò Obama. Nello stesso riuscì a far passare la riforma sanitaria, nonostante i democratici perdettero la maggioranza in Senato.

Qualche mese più tardi arriva uno dei più grossi grattacapi: un guasto alla piattaforma British Petroleum provoca uno sversamento di greggio lungo le coste del Messico. E’ del 2013 la storica stretta di mano con Raùl Castro durante i funerali di Nelson Mandela. «La stretta di mano ebbe un ruolo nella percezione di Cuba delle nostre intenzioni». Riavvicinamento sancito con il viaggio a Cuba di quest’anno. Infine il tema conflitti: «La critica alla mia politica estera erano tali che mi sentii liberato» dichiarò Obama nel maggio 2013 quando ufficializzò la strategia sull’uso sistematico di droni.

Giordano Contu

Studia e vive a Roma. Nato in Sardegna, ma pisano di adozione, ha studiato Filosofia estetica e ha collaborato al quotidiano Il Tirreno. Si interessa di politica e cultura. Cura quotidianamente i social network. È impegnato socialmente e politicamente. Ama i paesaggi, la fotografia e il mare.