Pronto il decreto Brexit pensato dal Mef per l'Italiain caso di no deal Gb-Ue

Conte: "Ipotesi poco auspicabile" Anche la Germania vuole evitarla

Lo spauracchio di una possibile uscita del Regno Unito dall’Unione europea senza accordo preoccupa anche l’Italia. In via preventiva, allora, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha messo a punto il cosiddetto decreto Brexit in cui sono presenti tutta una serie di norme volte a “garantire la stabilità e l’integrità del sistema finanziario” italiano in caso di hard Brexit.

A riportare la notizia è stata l’agenzia Ansa, che ha visionato una bozza del decreto. Il progetto prevede l’introduzione di un regime transitorio di salvaguardia per gli operatori finanziari britannici presenti in Italia e per gli intermediari italiani in Gran Bretagna. Inoltre è prevista anche la concessione di una proroga di due anni della Gacs, la garanzia dello Stato sulla cartolarizzazione delle sofferenze bancarie, in scadenza a marzo.

Anche il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha ribadito alla Camera che “in un contesto che mantiene ancora forti elementi di incertezza, il governo italiano continuerà a lavorare per garantire la tutela dei diritti dei cittadini, delle nostre imprese e della stabilità finanziaria anche nell’ipotesi, poco auspicabile, di un’uscita senza accordo il 29 marzo 2019”.

Nel frattempo ieri lo speaker della Camera dei Comuni, John Bercow, ha posto il veto a un terzo tentativo di ratifica dell’accordo sulla Brexit, proposto dal governo della premier Theresa May, se il testo rimarrà invariato. La decisione complica ulteriormente la strategia del primo ministro dei Tory.

Oggi Michael Roth, responsabile tedesco degli Affari europei, a margine del Consiglio Affari generali dell’Ue ha dichiarato in merito alla vicenda che “non c’è alcun appetito per discussioni e negoziati astratti e privi di sostanza. Il tempo sta per finire”. Poi ha proseguito: “La palla è nel campo del Regno Unito e Londra deve dire cosa vuole. Abbiamo esaurito i negoziati e mi aspetto una proposta chiara e precisa da parte del governo britannico sul perché l’estensione sia necessaria. Non è un gioco. È una situazione estremamente seria. Per il mio governo evitare una Brexit senza accordo è la priorità chiave”. A quanto pare lo è non solo per la Germania.

Diana Sarti

Nata a Roma nel 1995, si è laureata in scienze politiche alla Luiss. Scrive soprattutto per il web, con particolare attenzione agli esteri. Appassionata di teatro e Giochi olimpici, ha scritto spesso di nuoto e atletica leggera. Viaggiatrice da sempre e poliglotta, parla cinque lingue.