Pnrr, a favore della cultura5 miliardi dai fondi europeiper aiutare città e borghi

800milioni per i luoghi di culto Il monitoraggio di Openpolis

Sono 4,28 miliardi di euro gli investimenti previsti per la cultura nell’ambito del Piano nazionale di ripresa e resilienza. A questi si aggiungono altri 1,46 miliardi dal fondo complementare. In totale, quindi, per la cultura sarà destinata una cifra pari al 2,44% del totale dei soldi del Pnrr. Il Ministero della Cultura (Mic), che gestirà gran parte di questi soldi, ha pubblicato un documento che illustra dove e in che maniera verranno stanziati gli investimenti. E la fondazione Openpolis ha analizzato i dati nel settore della cultura, all’interno di un progetto di monitoraggio civico sul Pnrr.

Tra le dieci voci di spesa delineate, la maggiore riguarda gli investimenti per il “Piano strategico dei grandi attrattori culturali”, finanziato con i 1,46 miliardi del fondo complementare. Si divideranno in 14 interventi – su 12 città – per recuperare complessi di elevato valore storico ed architettonico in stato di abbandono o bisognosi di radicali azioni di restauro. Di questi fondi, ben 435 milioni di euro saranno destinati alla creazione di treni storici e di itinerari culturali, ma ci sarà spazio anche a progetti più specifici. Per esempio la riqualificazione dello stadio Artemio Franchi di Firenze per 95 milioni o anche il Museo del Mediterraneo di Reggio Calabria per 53 milioni.

Grafico Openpolis

La seconda voce di spesa, per oltre un miliardo, è la valorizzazione dei piccoli borghi, mentre la terza, con 800 milioni, è la messa in sicurezza in chiave antisismica dei luoghi di culto. Subito fuori dal podio ci sono i 600 milioni per la valorizzazione dell’architettura e del paesaggio rurale. Essendo in maggioranza fondi europei, gli investimenti devono seguire scadenze precise, tra la pubblicazione di bandi e la selezione dei progetti vincitori. Il Mic ha competenza per 17 adempimenti, di cui 7 milestone (obiettivi) e 10 target (traguardi). Inoltre per i primi due investimenti ci sarà anche un intervento del ministero dell’Economia.

Luca Sebastiani

Mi chiamo Luca Sebastiani e sono laureato (triennale e magistrale) in Storia, ho poi frequentato un Master in Geopolitica e Sicurezza Globale. Un occhio di riguardo verso gli Esteri.