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HomeEsteri Promesse tradite: “Così Mosca arruola mercenari stranieri con l’inganno”

Russia, la rete dell'inganno
"Così Mosca arruola stranieri
per la guerra in Ucraina"

Da Cuba all'India, passando per il Kenya

False promesse di lavoro usate come esca

di Lorenzo Giovanardi22 Marzo 2026
22 Marzo 2026
Guerra

Soldati mercenari combattono sul fronte russo-ucraino | Foto Ansa

Vengono attirati con l’inganno, invogliati da false promesse di guadagno, dalla prospettiva di un impiego ben retribuito, da un accesso agevolato alla cittadinanza. Poi, sono obbligati a indossare la divisa e, dopo un breve addestramento, a combattere al fronte. La rete di reclutamento globale di Mosca passa anche da truffe e costrizioni. L’obiettivo? Colmare le perdite di truppe e far fronte ai giovani che scappano all’estero per sfuggire all’arruolamento. Uomini provenienti da diversi Paesi dell’Asia meridionale, dell’Africa e dell’America Latina denunciano di essere stati assoldati da reclutatori che promettevano loro un lavoro. A pesare sono le organizzazioni criminali coinvolte nel traffico di esseri umani.


Il caso Manfuga e le ombre sui rapporti tra L’Avana e il Cremlino

Nel febbraio del 2025, Radio Free Europe ha raccontato la storia di Frank Dario Jarrosay Manfuga, un cubano di 36 anni arruolato nell’esercito russo nel 2024 e catturato dalle forze ucraine. Manfuga – che non ha mai voluto combattere – ha spiegato di essere stato ingannato con la promessa di un lavoro civile in Russia. Il suo caso si inserisce in un fenomeno molto più ampio: secondo stime citate nell’inchiesta giornalistica, circa 5 mila cittadini cubani starebbero combattendo per la Russia in Ucraina. Molti sarebbero attratti da stipendi relativamente alti rispetto alle difficili condizioni economiche del Paese sudamericano. L’indagine, basata su documenti hackerati e analisi dei social media, ha identificato numerosi mercenari cubani, collegati soprattutto a unità militari russe nella regione di Tula. A differenza di quanto dichiarato dal governo cubano (che sostiene di contrastare il traffico di combattenti), alcuni indizi suggeriscono una possibile tolleranza o coinvolgimento indiretto delle autorità. La ragione, secondo l’articolo, potrebbero essere i legami economici e politici tra Russia e Cuba, inclusa la fornitura di petrolio russo all’isola.

https://www.rferl.org/a/russia-cuban-recruits-fighters-ukraine-mercenaries/33315782.html

Il reclutamento occulto dei cittadini indiani

Nel 2024, l’agenzia investigativa federale indiana ha annunciato di aver neutralizzato una rete che aveva adescato almeno 35 connazionali con il pretesto di un impiego. Gli uomini erano stati addestrati al combattimento e spediti al fronte contro la loro volontà. Alcuni di loro erano rimasti “gravemente feriti”. L’anno successivo, il Washington Post ha riportato che almeno 126 persone di cittadinanza indiana sono state attirate con l’inganno e costrette a prestare servizio nell’esercito. Tra queste, 12 hanno perso la vita sotto le bombe. Le famiglie raccontano che il reclutamento è avvenuto attraverso una rete internazionale di agenzie di collocamento e di influencer, con la promessa di salari elevati per lavori poco qualificati. Nonostante Mosca abbia sempre smentito le accuse, il caso ha fatto salire la tensione tra il Cremlino e Nuova Delhi. In un incontro risalente a luglio 2025 con il presidente russo Vladimir Putin, il primo ministro Narendra Modi ha chiesto il rilascio anticipato di coloro che erano stati ingannati.

L’accusa del ministero degli Esteri kenyota: “Africani come pedine di un nuovo colonialismo”

“Sono kenyota, non sparate!”. È il grido di disperazione di Evans Kibet, un atleta africano che, in una prigione ucraina, implora di non essere rimandato in Russia.  Dopo essere stato attirato dalla promessa di opportunità sportive, il giovane è finito in un campo militare russo e poi in battaglia. Anche lui racconta di aver firmato contratti militari scritti in cirillico, un sistema di scrittura che chiaramente non capiva. Una dinamica molto comune, come gli illusori annunci e la propaganda online che sponsorizzano chance economiche nelle aree in via di sviluppo. A dare risonanza mediatica al caso è stata la Bbc, che ha scoperto un video Facebook della 57ª Brigata di Fanteria Motorizzata Indipendente ucraina. “Ecco come la Russia tratta le reclute straniere”, scriveva nel post. Quella di Kibet è una vicenda emblematica, dietro alla quale si nasconde una realtà che ha raggiunto moltissimi africani. Il Centro di contrasto alla disinformazione del Kenya ha confermato che decine di cittadini sono stato trasferiti illegalmente in Russia e che oltre dieci reclutatori locali e intermediari digitali sono stati arrestati con l’accusa di aver costretto giovani a firmare contratti con il Ministero della Difesa russo. Nairobi ha inoltre accusato Mosca di usare gli africani come pedine strategiche di un “colonialismo di ritorno”.



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