Coronavirus a RomaRaggi lancia l'appelloper riaprire l'ex Forlanini

L' ospedale è chiuso dal 2015 Creata una petizione on line

Un ospedale realizzato per curare le patologie polmonari a un passo dallo Spallanzani. Non è il progetto di un nuovo presidio da costruire per l’emergenza coronavirus ma una struttura che già esiste ma è abbandonata da anni. Si tratta dell’ospedale Forlanini di Roma, chiuso dal 30 giugno 2015 e che oggi in tanti chiedono di riaprire per far fronte alla diffusione dei casi di contagio da Covid 19.

Ma questo non è un caso isolato. Dall’inizio dell’emergenza sono molti i cittadini che lamentano le chiusure di cliniche pubbliche che negli anni si sono succedute nella Capitale.

Tra questi c’è anche la prima cittadina di Roma Virginia Raggi, che questa mattina, sulla sua pagina Facebook è intervenuta sul tema. “Bisogna riaprire tutti gli ospedali a Roma. Negli ultimi anni sono stati chiusi diversi ospedali storici in città, come il Forlanini o il San Giacomo. Bisogna fare il possibile per riaprirli”. Raggi, quindi, elogia i medici, infermieri e operatori sanitari per il loro fondamentale contributo, ma sottolinea anche l’esigenza di “sostenere questi lavoratori” e di “rafforzare la sanità pubblica”.

È online da sette giorni sulla piattaforma change.org la petizione lanciata da Caterina Alifuoco, tecnologa dell’Ispra, e rivolta al ministro della Salute Roberto Speranza per riqualificare e riaprire l’ospedale Forlanini.
“La struttura sanitaria – spiega Alifuoco – era un tempo eccellenza specifica per le malattie polmonari, ma è stata chiusa per proclamata insostenibilità della spesa”.

Già prima però, nel 2010, con un atto formale proposto dall’allora commissario straordinario dell’Azienda ospedaliera Massimo Martelli, la Regione Lazio era intervenuta per riconvertire il complesso. Piano poi mai attuato.

Il Forlanini ricompare nel 2014 tra le carte del “Piano strategico” della Regione, dove però tra le proteste dei cittadini non è stata evidenziata la valutazione catastale dell’ospedale, 278 milioni di euro. La cifra la si può leggere nel bilancio approvato dal Consiglio Regionale lo stesso anno. Grazie ad una raccolta firme che ha avuto grande successo dopo pochi mesi è stato convocato un tavolo di lavoro tra istituzioni, esperti e cittadini, per valutare un progetto di riconversione.

Arrivando ad oggi, lo stato attuale della struttura, che potrebbe essere fondamentale nel contrasto all’epidemia di Covid-19, versa in quasi totale abbandono. Soltanto in parte infatti è stato riconvertito a spazio per attività culturali. Già in 37mila hanno firmato la petizione della tecnologa Alifuoco, ma una risposta ufficiale della Regione ancora non è arrivata.

Matteo Petri

Giovane studente appassionato di giornalismo, filosofia e musica. Nato nella provincia toscana di Lucca nel 1995, diplomato allo scientifico e laureato in filosofia a Pisa nel 2017. Compulsivamente curioso di natura, assillatore di domande professionista. Vespista, nonché bassista nel tempo libero.