Rai, nel nuovo contrattoun canale in inglese e il riassetto tecnologico

La nuova frequenza racconterà l'Italia agli stranieri con film e telegiornali

La Rai lancia il suo canale in inglese. Questa ed altre sono le direttive contenute nel nuovo contratto di servizio, la raccolta degli impegni che la televisione pubblica prende con gli italiani a fronte del pagamento del canone. Il nuovo contratto, frutto delle trattative tra l’azienda e il ministero dello Sviluppo Economico, prevede la creazione di un canale interamente in lingua inglese che, attraverso film, fiction e telegiornali, racconterà agli stranieri il nostro paese 24 ore al giorno. Inoltre, Viale Mazzini acquisterà programmi, originali per ideazione, da produttori indipendenti per 2 milioni nel 2018, 3 nel 2019 e a crescere negli anni successivi. Tra le novità, verrà distribuito anche un canale dedicato completamente alla vita politica, dai lavori parlamentari all’Unione europea. Il nuovo contratto prevede anche alcun obblighi, tra cui sottotitolare almeno l’80% dei programmi in favore di persone con disabilità ed eliminare la pubblicità da tutti i canali per bambini.

Il contratto definisce poi le linee guida per la sfida del riassetto tecnologico di qui al 2022. Entro quella data infatti, secondo le direttive europee, Viale Mazzini dovrà liberare le migliori frequenze a sua disposizione, sulle quali viaggiano i canali di Rai 1, Rai 2 e RaiNews, che andranno assegnate alle aziende telefoniche e di internet. Il segnale Rai si sposterà perciò sulle frequenze di Rai 3 ed altre emittenti locali private. Al termine di questo riassetto Viale Mazzini dovrà portare le sue trasmissioni nel 100% delle case degli italiani. In questo contesto perciò lo Stato dovrà garantire al servizio pubblico un quadro certo delle entrate del canone nei prossimi tre anni.

Vengono tra l’altro disciplinati i rapporti con le emittenti satellitari, dal momento che oggi per gli abbonati Sky non è possibile vedere alcuni programmi. In nome della neutralità tecnologica la tv di Stato dovrà passare le sue trasmissioni anche alle emittenti che operano sul satellite, pay-tv comprese, in cambio di una cifra economica “equa e non discriminatoria”. Il nuovo contratto di servizio dovrà passare ora all’esame delle commissioni parlamentari di vigilanza, poi Rai e ministero dello Sviluppo Economico avranno altri 45 giorni per stenderne la versione definitiva. E’ attesa quindi l’entrata in vigore da gennaio 2018, per i prossimi 5 anni.

Davide Di Bello

E’ nato a Roma il 17/07/1991, ha frequentato il liceo classico ed è laureato in scienze della comunicazione all’Università “Roma Tre”. Ama il giornalismo, il cinema e la fotografia; lo animano il piacere della scoperta e la voglia di rendersi utile. Dal 2016 è entrato a far parte della redazione di Lumsanews.it