ISLAMABAD – È “guerra aperta” tra Pakistan e Afghanistan. Almeno stando a quanto scritto questa mattina in un post su X dal ministro degli Esteri di Islamabad, Khawaja Asif: “La nostra pazienza ha raggiunto il limite. Ora è guerra aperta tra noi e voi”, ha detto nel suo messaggio ai Talebani. Dal canto suo, Kabul ha risposto di volere il “dialogo” e di aver “ripetutamente sottolineato una soluzione pacifica”, nelle parole del portavoce del governo afghano Zabihullah Mujahid.
I precedenti scontri di ottobre 2025
Affermazioni che si inseriscono nel contesto di crisi tra i due paesi, nato a ottobre 2025 con accuse reciproche di alimentare il terrorismo e violare i confini. Questa notte il Pakistan ha bombardato importanti città afghane, tra cui la capitale Kabul, in risposta all’attacco di ieri 26 febbraio dei miliziani afghani ai danni delle truppe di frontiera di Islamabad, ulteriore ritorsione a precedenti attacchi aerei.
Le radici lontane di una guerra “silenziosa”
Quella tra Pakistan e Afghanistan è una relazione fatta di conflitti latenti e incomprensioni. Già dal 1949, quando il confine tracciato dalla Durand Line – mai riconosciuto dall’Afghanistan – fu teatro di una serie di scontri armati tra le forze di sicurezza afghane e le forze armate pakistane. In quell’anno l’Afghanistan fu l’unico Paese a votare contro l’ammissione del Pakistan alle Nazioni Unite. Una scelta che già allora esacerbò le ostilità. Dal 2001 – inizio dell’intervento occidentale in Afghanistan – il Pakistan divenne un nuovo terreno di battaglia per Al-Qaeda e i suoi gruppi affiliati. L’ascesa al potere dei Talebani aggravò ulteriormente questa situazione.
I “nuovi Talebani” fuori dall’orbita di Islamabad
Anche se in passato sono sempre stati sotto l’ala protettrice dell’intelligence pakistana Isi (Inter-Service Intelligence), la seconda presa di potere da parte dei Talebani dell’agosto del 2021 ha segnato un cambio di rotta. Più intraprendenti sullo scacchiere internazionale, i miliziani afghani appoggiano più o meno apertamente i movimenti indipendentisti del Belucistan, dove spicca il gruppo militante dei Tehrik-e-Taliban Pakistan (Ttp), più comunemente noti come “Talebani del Pakistan”. Questi ultimi, acquartierati nell’Afghanistan orientale, sono stati fatti oggetto più e più volte di rappresaglie militari pakistane in un’escalation di violenza. L’ultima era avvenuta proprio nella notte tra l’8 ed il 9 ottobre 2025, alla quale erano seguiti scontri di frontiera di una certa rilevanza.
Una questione di “sicurezza nazionale”
È proprio per dare la caccia agli esponenti del Ttp che Islamabad conduce con regolarità operazioni militari e bombardamenti al di là del confine. Oltre a Kabul, i bombardamenti pakistani hanno interessato “obiettivi strategici” nelle province afghane di Kandahar e Paktia, aggravando il bilancio delle vittime civili e militari.
A questo clima di scontro si aggiunge la questione dei profughi: a partire dall’ottobre 2023, il Pakistan ha avviato una massiccia operazione di espulsione di centinaia di migliaia di migranti afghani.


