Riforma processo penalesì al lodo Conte-bisora cambia la prescrizione

I processi dureranno al massimo 5 anni Cinquecento assunzioni fra i magistrati

Gli esponenti di Italia Viva hanno disertato il Consiglio dei ministri di ieri, ma il disegno di legge sulla riforma del processo penale ha ottenuto comunque l’ok. È uno dei primi tasselli per la riforma della giustizia del ministro Alfonso Bonafede, con interventi di “semplificazione e aumento della celerità” dei processi, riferisce il comunicato ufficiale. E, nel testo, c’è anche il lodo Conte-bis sulla prescrizione.
Per quanto riguarda i procedimenti, la riforma prevede che non potranno durare più di cinque anni. Ridefinite anche le tempistiche delle indagini preliminari, in base alla gravità del reato su cui si indaga. I termini saranno di sei mesi per i meno gravi, di un anno per quelli ordinari e di diciotto mesi per quelli di maggiore allarme sociale, di stampo mafioso o di natura terroristica.
Inoltre, si potranno impiegare i giudici onorari ausiliari – che oggi hanno la possibilità di esercitare solo la funzione di integrare il collegio nel settore civile – anche nel penale. E, per questo, ci sarà un piano di assunzione: 500 magistrati ausiliari (da 350 a 850 in totale) e mille impiegati del personale amministrativo, con contratto di 24 mesi.
Modifiche anche alla prescrizione. La riforma Bonafede, in vigore dallo scorso gennaio, bloccava la decorrenza della prescrizione dalla sentenza di primo grado. Con il lodo Conte-bis, ci sarà differenza tra condannati e assolti: per i primi lo stop rimane, mentre per i secondi si potranno recuperare i termini rimasti, nel frattempo, bloccati.
Sulle intercettazioni, infine, rimane tutto come stabilito a dicembre: oltre alla polizia giudiziaria anche i pm potranno decidere quali sono le intercettazioni rilevanti da trascrivere. Bocciato, infatti, l’emendamento di Forza Italia che introduceva l’udienza di stralcio degli ascolti non rilevanti.