Diabolik e la pax mafiosaL'ultrà Piscitelli mediatorefra le cosche della Capitale

Il laziale garante con un Casamonica In manette una legale trentacinquenne

Nuovi dettagli emergono dopo la morte di Fabrizio Piscitelli, il capo ultrà laziale assassinato il 7 agosto scorso con un colpo di pistola alla nuca. Sarebbe stato proprio Diabolikl il “garante” per portare la pax mafiosa a Ostia, due anni fa, dopo gli attentati contro il clan Spada. Una missione compiuta con la complicità del suo legale, l’avvocato Lucia Gargano, arrestata stamane dai carabinieri di Roma. Nella vicenda è immischiato anche Salvatore Casamonica, già detenuto al 41 bis.

I fatti risalgono al 3 dicembre 2017. Nel ristorante Oliveto di Grottaferrata al tavolo sedevano Salvatore Casamonica e Fabrizio Piscitelli. L’obiettivo era garantire la pax mafiosa a Roma tra i Casamonica, gli Spada e l’organizzazione criminale capeggiata da Dabolik. Proprio l’avvocato 35enne, secondo il pm Giovanni Musarò, avrebbe svolto un ruolo di mediazione.

Durante il summit, la legale viene incaricata da Piscitelli e Casamonica di portare un messaggio a Ottavio Spada, detenuto, che lei può incontrare in qualità di avvocato. Messaggio che la Gargano avrebbe portato effettivamente a nove giorni dal pranzo, durante un colloquio con il suo cliente. Il messaggio di Piscitelli è chiaro: «Questa cosa di Ostia è importante. Io e Salvatore… parlasse con Ottavio, perché Ottavio ci sta in mezzo… se volete noi possiamo mettere di tutto e fate la pace… però deve essere la pace».

Monitorando sul territorio l’evolversi di diverse trattative criminali, gli agenti della Guardia di Finanza hanno intercettato, in presa diretta, Salvatore Casamonica e Diabolik mentre concordavano la pax mafiosa tra il clan Spada e un altro gruppo criminale di Ostia, che vedeva al suo capo Marco Esposito. Per siglare e mantenere l’accordo, i due “garanti” Salvatore Casamonica e Fabrizio Piscitelli (“…io e te ci stiamo mettendo in mezzo per fare da garanti eh!…”) avevano però bisogno del supporto di un professionista quale trait d’union con libertà di movimento, credibile agli occhi degli altri criminali e con possibilità di accesso alle aule di Tribunale e agli istituti carcerari. E che sembrerebbe essere stata proprio l’avvocato Gargano.

Alessandro Rosi

Il basket lo appassiona mentre la scrittura lo emoziona. Nato a Roma nel 1989, intraprende la carriera giuridica fino ad ottenere l’abilitazione alla professione forense, ma nel frattempo viene stregato dal mondo del giornalismo. Come dice John Lennon: “La vita è ciò che ti succede mentre stai facendo altri progetti”.