Rispunta un’opera di Leonardo
Il “San Sebastiano”
vale 15 milioni di dollari

Un medico francese l'ha scovata
in una cartella di vecchi disegni

Si trovava all’interno di una cartella con altri vecchi disegni, appartenenti ad un medico francese in pensione, che li aveva ritrovati facendo un po’ d’ordine tra le cose lasciategli in eredità dal padre. È la raffigurazione di San Sebastiano, di 19 cm per 15, accompagnata sul retro da alcuni schizzi di carattere scientifico con delle brevi annotazioni in italiano rinascimentale. Adesso quel disegno ha un valore stimato in circa 15 milioni di dollari ed è certamente opera di Leonardo da Vinci.

Come raccontato dal New York Times, il ritrovamento risale al marzo scorso, quando Thaddée Prate, il direttore della casa d’aste parigina Tajan, ricevette la visita del’ex medico – di cui non si conosce l’identità – che aveva con sé una raccolta di 14 disegni senza cornice. Per sua stessa ammissione, il direttore scartò subito le opere con sufficienza, per mancanza di tempo, ma dopo qualche settimana alcuni particolari grafici del San Sebastiano colpirono la sua attenzione. Con il supporto dell’esperto Patrick de Bayser, il disegnò si rivelò essere opera di un mancino, italiano, con uno stile appartenente al XVI secolo.

Soltanto adesso però, il nome che nessuno aveva osato fare è venuto fuori, e Carmen Bambach, massima esperta di disegni antichi italiani e spagnoli del Metropolitan Museum of Art di New York ha attribuito il disegno al genio di Leonardo da Vinci. Secondo Bambach l’opera ritrovata è «perfettamente complementare rispetto al disegno di Amburgo, sempre di Leonardo» e le annotazioni presenti sulle due opere sono coerenti tra loro. L’attribuzione «è sostanzialmente inconfutabile» e l’ipotesi più accreditata adesso è che questo San Sebastiano appartenga alla serie degli otto disegni dedicati al santo che Leonardo ha catalogato nel Codex Atlanticus, oggi custodito nella Biblioteca Ambrosiana di Milano.

Secondo gli studi fatti sul ritrovamento, l’opera è stata certamente eseguita tra il 1842 e il 1845, periodo nel quale il più grande genio del Rinascimento si trovava a Milano per dipingere la prima versione della Vergine delle Rocce, esposta oggi al museo del Louvre.

Salvatore Tropea

Classe 1992, dopo la maturità scientifica si laurea in Scienze della Comunicazione alla Lumsa. Collabora con il mensile locale calabrese L’Eco del Chiaro; con il giornale studentesco e la WebTV della Pontificia Università Lateranense e con il portale online farodiroma.it. Attualmente frequenta il Master in Giornalismo alla Lumsa, dopo aver frequentato il Master in Digital Journalism alla Lateranese e aver svolto due mesi di stage a Radio Vaticana. Con il Master in Giornalismo della Lumsa ha svolto tre mesi di stage presso la redazione de Il Venerdì di Repubblica e attualmente sta svolgendo uno stage di tre mesi presso la redazione italiana di Vatican News