MILANO – “Perdonatemi, pagherò per il mio errore”. Arrivano in una lettera le scuse pubbliche di Carmelo Cinturrino, l’assistente capo della Polizia di Stato in carcere con l’accusa di omicidio volontario per aver ucciso Abderrahim Mansouri lo scorso 26 gennaio nel boschetto di Rogoredo, a Milano.

“Quel ragazzo doveva essere in prigione e non morto”, si legge nella missiva consegnata al legale Piero Porciani, che ha deciso di impugnare il provvedimento con cui il gip di Milano, Domenico Santoro, ha disposto la custodia cautelare in cella per il poliziotto e chiedere gli arresti domiciliari. Intanto, i quattro colleghi, indagati nell’inchiesta che ha portato al suo arresto, sono stati trasferiti a incarichi non operativi in sedi diverse dal commissariato di Mecenate, nel quale prestavano servizio.
La famiglia Mansouri non ci sta
La famiglia Mansouri, però, non ci sta e, tramite gli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, rimanda le scuse al mittente. “Se ha un briciolo di coscienza, confessi tutto il male che ha fatto in questi anni, lui con i suoi compari”. L’assassinio del pusher ha infatti messo luce un sistema molto più ampio. Il commissariato è sotto osservazione speciale. Gli inquirenti vogliono capire se Cinturrino abbia goduto di coperture o complicità da parte dei colleghi che, la scorsa settimana, sono finiti al centro delle indagini per favoreggiamento e omissione di soccorso, denunciando i suoi “metodi intimidatori” durante le operazioni antidroga. “Uccidere – hanno continuato i parenti della vittima – e dopo creare una messa in scena non è un errore, è qualcosa di orribile”.
Un quadro allarmante
Gli approfondimenti sulla morte del pusher hanno tracciato un quadro allarmante in cui si inserisce un’attività non in linea con le regole, con presunte richieste di pizzo e cocaina agli spacciatori in cambio di protezione. Per questo, gli inquirenti stanno scavando nel passato dell’assistente capo, e di coloro che hanno lavorato con lui, per capire, se le eventuali responsabilità che vanno oltre l’omicidio del 28enne di origini marocchine siano limitate a Cinturrino.


